Detrazioni fiscali

Detrazione interessi mutuo 730: quanto ti torna indietro ogni anno

10 minuti di letturaCAF Cinisello Balsamo

Detrazione interessi mutuo 730: quanto ti torna indietro ogni anno

Il mutuo sulla prima casa ti restituisce ogni anno una parte degli interessi che paghi alla banca: il 19 per cento, fino a un massimo di 4.000 euro di interessi. Con il 730 quei soldi rientrano in busta paga o in pensione, ma solo se conti, codici e documenti sono quelli giusti. In questa guida vediamo quanto si recupera davvero, quali spese entrano e come arrivare pronto all'appuntamento.

Che cosa ti restituisce il mutuo con il 730

Che cosa ti restituisce il mutuo con il 730

Nadia e Fabrizio abitano in via dei Tigli, a Cinisello Balsamo. Hanno comprato casa nel 2021 con un mutuo che pagano ogni mese, e pensavano che l'unica certezza fosse la rata. Poi in ufficio abbiamo aperto la certificazione della banca: nel 2025 avevano pagato 3.100 euro di interessi. Con il 730 ne hanno recuperati 589, arrivati poco per volta in busta paga. Soldi che avevano già speso e che rischiavano di lasciare alla banca per sempre.

La regola è semplice. Se hai un mutuo ipotecario per l'acquisto della casa in cui vivi (o in cui vive un tuo familiare), lo Stato ti restituisce il 19 per cento degli interessi che hai pagato nell'anno, insieme ad alcuni costi accessori del mutuo stesso. Non entra il capitale, cioè la parte della rata che riduce il debito: entrano solo gli interessi e le spese collegate al contratto.

In sintesi

Detrazione del 19% sugli interessi passivi del mutuo prima casa, su un massimo di 4.000 euro di interessi l'anno: al massimo 760 euro che tornano in busta paga o in pensione. Si dichiara nel 730 al rigo E7 e si calcola su quanto hai effettivamente pagato nell'anno appena chiuso.

I conti veri: quanto entra, quando arriva e chi lo prende

I conti veri: quanto entra, quando arriva e chi lo prende

Il tetto di 4.000 euro di interessi

Il 19 per cento si applica fino a 4.000 euro di interessi pagati nell'anno. Se paghi 2.400 euro di interessi, la detrazione è 456 euro; se ne paghi 4.000 o più, la detrazione resta ferma a 760 euro. Oltre quel tetto il Fisco non riconosce più nulla, quindi non c'è nessun vantaggio a dichiarare cifre più alte: serve solo a far scattare controlli.

Se il mutuo è intestato a due persone

Con un mutuo cointestato il tetto di 4.000 euro è uno solo e si divide tra gli intestatari, in parti uguali o secondo le percentuali scritte nel contratto. Se il mutuo è al 50 per cento tra moglie e marito, ognuno indica al massimo 2.000 euro di interessi e recupera fino a 380 euro. Fa eccezione il caso in cui uno dei due sia fiscalmente a carico dell'altro: chi paga può indicare entrambe le quote.

La novità 2026: il tetto per i redditi oltre 75.000 euro

Dal 730 di quest'anno è entrato in vigore il riordino delle detrazioni per chi ha un reddito complessivo oltre 75.000 euro: un limite unico di spesa detraibile, calcolato sul reddito e sul numero dei figli. La buona notizia è che riguarda solo i mutui stipulati dal 1° gennaio 2025 in poi. Se il tuo mutuo è precedente, la detrazione degli interessi resta piena anche con un reddito alto.

  • Mutuo stipulato fino al 31 dicembre 2021: detrazione piena, nessun tetto sul reddito.
  • Mutuo stipulato tra il 2022 e il 2024: detrazione piena, nessun tetto sul reddito.
  • Mutuo stipulato dal 1° gennaio 2025: se il reddito supera 75.000 euro, gli interessi rientrano nel tetto del riordino insieme alle altre spese detraibili.
  • Il calcolo del tetto parte da 14.000 euro di spesa tra 75.001 e 100.000 euro di reddito e da 8.000 euro oltre i 100.000, con un coefficiente che cresce con i figli a carico.

È una di quelle regole che da soli si fatica a mettere a posto: due mutui con la stessa rata possono avere trattamenti diversi a seconda di quando sono stati firmati. In ufficio controlliamo l'anno di stipula sull'atto e ti diciamo subito in quale caso sei.

Quali spese del mutuo entrano nel 730 e quali no

Quali spese del mutuo entrano nel 730 e quali no

Quando la banca ti manda la certificazione degli interessi passivi, di solito tra marzo e aprile, trovi scritto più di quanto sembra. Non ci sono solo gli interessi: la legge riconosce anche i costi accessori, quelli che hai pagato per far partire e per gestire il mutuo.

  • Gli interessi passivi pagati nell'anno, secondo il criterio di cassa: contano i pagamenti fatti, non la rata maturata.
  • Le spese di istruttoria e la perizia tecnica pagate alla banca.
  • L'imposta sostitutiva sul capitale prestato.
  • L'onorario del notaio per il contratto di mutuo, comprese le spese per iscrizione e cancellazione dell'ipoteca.
  • La penalità pagata per l'estinzione anticipata del mutuo.
  • Le quote di rivalutazione, se il contratto prevede clausole di indicizzazione.
  • Non entra il capitale, cioè la quota della rata che riduce il debito.
  • Non entra l'onorario del notaio per la compravendita della casa: quello riguarda l'acquisto, non il mutuo.
  • Non entrano gli interessi di mutui su immobili situati all'estero.
  • Non entrano le somme rimborsate dal datore di lavoro come benefit: si detrae solo la parte che hai pagato tu.

Un dettaglio che fa la differenza: la detrazione spetta a chi è intestatario del mutuo e proprietario dell'immobile, non a chi paga materialmente la rata. Se il mutuo è intestato a te e la casa è abitata da tua madre, la detrazione è tua: conta l'intestazione del contratto e la residenza di un familiare nell'immobile.

Dove si inserisce il mutuo nel 730: rigo E7 e i tre codici

Dove si inserisce il mutuo nel 730: rigo E7 e i tre codici

Gli interessi del mutuo prima casa si indicano nel quadro E, rigo E7. Da quest'anno in quel rigo va scritto anche un codice che dice quando è stato stipulato il contratto, perché serve a capire se il mutuo rientra nel nuovo tetto sui redditi alti.

  • Codice 7: mutui per l'acquisto dell'abitazione principale stipulati fino al 31 dicembre 2021.
  • Codice 48: mutui stipulati tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2024.
  • Codice 57: mutui stipulati dal 1° gennaio 2025 in poi, compresi i contratti rinegoziati o surrogati dopo quella data.

Attenzione alle surroghe: se hai portato il mutuo in un'altra banca o lo hai rinegoziato, il codice si sceglie sulla data del nuovo atto, non su quella del mutuo originario. Chi ha surrogato nel 2025 un mutuo vecchio usa il codice 57, con le regole del caso.

Cosa fa già il 730 precompilato

La banca comunica all'Agenzia delle Entrate quanto hai pagato, e nella maggior parte dei casi gli interessi compaiono già nel precompilato. Non è detto che ci siano tutti: se l'anno scorso non risultava nessuna abitazione principale, o se la banca ha trasmesso i dati in ritardo, la voce può mancare e va inserita a mano. E anche quando c'è, va confrontata con la certificazione cartacea: una cifra sbagliata o un codice diverso cambiano il risultato.

La regola d'oro

Prima di confermare il 730, metti accanto la certificazione della banca e il contratto di mutuo: due numeri e una data bastano a verificare che tutto sia al posto giusto. Sono cinque minuti che valgono fino a 760 euro l'anno.

Documenti mutuo per 730: la cartellina pronta

La preparazione vale metà del lavoro. Se prepari la cartellina del mutuo una volta all'anno, il 730 diventa una formalità. Ecco cosa deve esserci dentro:

  • La certificazione degli interessi passivi rilasciata dalla banca, quella che arriva tra marzo e aprile nell'area clienti o per posta.
  • Il contratto di mutuo originario, da cui risultano data di stipula e finalità: acquisto, costruzione o ristrutturazione.
  • Il rogito di acquisto dell'immobile.
  • In caso di surroga, rinegoziazione o accollo, il contratto del nuovo atto con la sua data.
  • Per mutui di costruzione o ristrutturazione, le fatture e le dichiarazioni dei lavori che provano inizio e fine intervento.
  • Documento d'identità e codice fiscale di chi presenta la dichiarazione.

I documenti vanno conservati fino al 31 dicembre 2031: è il termine entro cui l'Agenzia delle Entrate può chiedere le prove di quello che hai dichiarato. Una busta sola, etichettata con l'anno, tenuta insieme agli altri documenti fiscali, evita di ricercare una certificazione di sette anni prima quando ormai l'area clienti della banca la mostra appena.

Un ultimo consiglio pratico: quando paghi la rata di dicembre, controlla che il pagamento sia andato a buon fine entro il 31. Interessi pagati a gennaio rientrano nella dichiarazione dell'anno dopo, e anche questa piccola scadenza cambia l'importo che vedi in busta paga.

Cinque errori che fanno perdere il recupero

  • Contare la rata invece degli interessi: in detrazione va solo la quota interessi e gli oneri accessori, non il capitale. Chi indica la rata intera dichiara il falso, anche senza volerlo.
  • Sbagliare il codice del rigo E7: un mutuo del 2025 con il codice 48 finisce fuori dal calcolo giusto, e il risultato cambia soprattutto per i redditi oltre 75.000 euro.
  • Dimenticare la certificazione della banca e fidarsi del precompilato: quando la banca non ha trasmesso i dati, la voce manca del tutto e il recupero sparisce.
  • Farsi detrarre tutto da un solo intestatario: in un mutuo cointestato al 50 per cento ognuno può indicare la propria quota, e chi non la usa la perde.
  • Pensare che tutti i mutui siano uguali: quello per costruire o ristrutturare casa ha un massimale diverso, di 2.582,28 euro, e va indicato in altri righi del quadro E.

In una riga

Certificazione della banca, codice giusto, quota di ognuno: tre pezzi e la detrazione del mutuo arriva dove deve.

Un errore in più, il più comune di tutti: lasciare tutto all'ultimo momento. La certificazione del mutuo arriva in primavera e il 730 si chiude a settembre: tra le due date ci sono mesi interi per mettere a posto una cifra o recuperare un documento, senza ansia e senza file.

Al patronato di Cinisello Balsamo: mezz'ora e sei a posto

Se hai il mutuo e non hai mai guardato la certificazione della banca, il primo passo è portarla in ufficio. Siamo in Via Oreste Terenghi 21/23, a Cinisello Balsamo, aperti dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15 alle 19. Puoi prenotare per telefono allo +39 02 8716 5567, scrivere su WhatsApp al +39 329 713 9762 o passare direttamente allo sportello.

Nell'appuntamento un operatore guarda con te tre cose: quanto interessi hai pagato nell'anno, quale codice serve per il tuo contratto e se nel precompilato c'è tutto. Poi ti mostra il risultato prima dell'invio, così sai subito quanto ti torna in busta paga. Il preventivo del servizio ti viene comunicato prima di iniziare: nessuna sorpresa alla fine.

Nadia e Fabrizio sono usciti dall'ufficio con due cose in mano: il prospetto del 730 e la certificazione del mutuo segnata con la penna. «Credevamo di essere nei guai con il mutuo,» ha detto lei, «e invece ci tornavano quasi 600 euro». Il mutuo resta una spesa grossa ogni mese, ma una parte può rientrare: basta chiederla nel modo giusto.

Domande che ci fanno più spesso

Quanto si recupera con la detrazione interessi del mutuo?

Il 19 per cento degli interessi pagati nell'anno, su un massimo di 4.000 euro di interessi: il recupero massimo è quindi 760 euro l'anno. Con un mutuo cointestato il tetto si divide tra gli intestatari. Il rimborso arriva in busta paga o in pensione nei mesi successivi all'invio del 730.

Gli interessi pagati quest'anno si recuperano già nel prossimo 730?

No: vale il criterio di cassa. Nel 730/2026 si indicano gli interessi pagati nel 2025, e quelli pagati nel 2026 si dichiareranno nel 730 dell'anno prossimo. Per questo la rata di dicembre va controllata: un pagamento slittato a gennaio cambia l'anno di competenza.

Se ho surrogato o rinegoziato il mutuo, la detrazione resta?

Sì, la detrazione continua a spettare. Cambia il codice da indicare al rigo E7: dopo una surroga o una rinegoziazione si usa la data del nuovo atto. Se l'atto nuovo è del 2025, si usa il codice 57 e il mutuo rientra nelle nuove regole sui redditi oltre 75.000 euro.

Il mutuo per ristrutturare o costruire casa si scarica allo stesso modo?

Si detrae sempre il 19 per cento, ma con un massimale diverso: 2.582,28 euro di interessi l'anno, e in altri righi del quadro E. Inoltre servono i documenti dei lavori che provano la costruzione o la ristrutturazione dell'abitazione principale. Porta tutto in ufficio e verifichiamo insieme il caso.

Posso detrarre gli interessi se la casa è abitata da un mio familiare?

Sì, a due condizioni: devi essere tu acquirente dell'immobile e intestatario del contratto di mutuo, e la casa deve essere abitazione principale di un familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado o affini entro il secondo) entro un anno dall'acquisto. Se l'immobile smette di essere abitazione principale, la detrazione si perde da quell'anno in poi.

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