ISEE e prestazioni
DSU 2026: quando richiederla e come presentarla senza errori
11 minuti di letturaCAF Cinisello Balsamo

La DSU 2026 è la dichiarazione da cui nasce l'ISEE: senza di lei non partono assegno unico, retta del nido, agevolazioni sulle bollette e tasse universitarie ridotte. Non ha una scadenza fissa come il 730, si presenta tutto l'anno, ma conviene farla prima che serva davvero. Qui sotto trovi quali documenti raccogliere, dove presentarla a Cinisello Balsamo e quanto tempo serve per avere l'attestazione in mano.
Che cos'è la DSU, spiegata bene

Denis ha 34 anni, lavora in un magazzino di via Fulvio Testi e a settembre è diventato papà. Allo sportello del Comune, mentre chiedeva la retta ridotta del nido, ha sentito una sigla nuova: «le serve l'ISEE». La sua domanda è la stessa che ci arriva ogni settimana: «e l'ISEE come si fa?». La risposta è una sola parola: DSU.
La sigla sta per Dichiarazione Sostitutiva Unica. È il modulo con cui racconti all'INPS com'è fatta la tua famiglia: chi vive nel nucleo, quanto ha guadagnato e quanto possiede. Con quei numeri l'INPS calcola l'ISEE, il punteggio che gli enti leggono per capire se ti spetta un aiuto. Ricordalo così: la DSU è la domanda che compili, l'ISEE è la risposta che ricevi già calcolata.
In sintesi
DSU 2026 = la dichiarazione per calcolare l'ISEE. Non ha un ultimo giorno utile: si presenta da gennaio a dicembre e vale fino al 31 dicembre 2026. Serve per assegno unico, nido, mense, bollette e università. Al nostro patronato di Cinisello Balsamo la prepari in un appuntamento, e il costo te lo diciamo prima di cominciare.
Che cosa conta dentro la DSU 2026

Il 2024: la fotografia di due anni fa
Occhio all'anno, perché è il dettaglio che spiazza tutti. La DSU presentata nel 2026 descrive la famiglia con i redditi percepiti tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2024 e con i patrimoni posseduti al 31 dicembre 2024: non lo stipendio di oggi, ma quello di due anni fa. I redditi del 2024 si provano con la Certificazione Unica 2025, oppure con la copia del 730 o del Modello Redditi presentati nel 2025. Il nucleo familiare, invece, è quello che esiste il giorno in cui presenti la dichiarazione: se a marzo nasce un figlio o un figlio va a vivere da solo, il nucleo cambia subito e la DSU va rifatta.
La validità: fino al 31 dicembre 2026
L'attestazione ISEE che esce dalla DSU vale dal giorno della presentazione fino al 31 dicembre 2026, sempre e comunque. Qualunque sia il mese in cui la fai, la scadenza resta quella: chi presenta a gennaio e chi presenta a novembre perdono il valore lo stesso giorno. Per usarla nel 2027 serve una dichiarazione nuova, perché cambia l'anno dei redditi di riferimento.
La cartellina dei documenti

Niente panico e niente faldoni: una busta con le carte giuste basta, e la dichiarazione si compila insieme all'operatore. Ecco l'elenco da controllare sul tavolo, prima di uscire di casa.
- documento d'identità e codice fiscale di tutti i componenti del nucleo, figli compresi
- stato di famiglia, oppure l'autocertificazione della composizione del nucleo
- Certificazione Unica 2025, o copia del 730 o del Modello Redditi presentati nel 2025
- certificazioni di redditi esenti, NASpI, indennità e assegni di mantenimento percepiti o versati nel 2024
- saldo al 31 dicembre 2024 e giacenza media 2024 di conti correnti, libretti e carte prepagate
- valore al 31 dicembre 2024 di titoli, buoni fruttiferi e polizze vita riscattabili
- visure catastali degli immobili e quota capitale residua dei mutui al 31 dicembre 2024
- contratto d'affitto registrato, se la casa in cui vivete è in locazione
In cartellina manca quasi sempre lo stesso foglio: la certificazione di giacenza media 2024. Attenzione a non confonderla con il saldo di fine anno: banche e Poste rilasciano su richiesta la media dei saldi di tutti i giorni del 2024, ed è quel numero che serve davvero. Se hai conti all'estero, criptovalute o quote di società, dillo subito all'operatore: la DSU ha quadri appositi e saltarli espone la dichiarazione a rettifiche.
Dove si presenta la DSU: le tre strade

La dichiarazione si presenta in tre modi. Il risultato finale non cambia: cambiano i minuti che ci metti, la quantità di passaggi che fai da solo e la facilità con cui un dato sbagliato entra nella pratica.
1. Al patronato, in Via Oreste Terenghi 21/23
È la strada di chi vuole chiudere tutto in una volta sola. Ci trovi come preferisci — per telefono, su WhatsApp o di persona — fissi l'appuntamento e vieni con la busta dei documenti. L'operatore controlla le carte, compila la dichiarazione insieme a te, te la mostra prima dell'invio e la trasmette all'INPS in via telematica. Siamo aperti dal lunedì al venerdì, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15 alle 19, e riceviamo solo su appuntamento. La presentazione della DSU è un servizio a pagamento del nostro patronato: la cifra te la diciamo prima di cominciare.
2. Da soli, con la DSU precompilata
Con SPID, CIE o CNS puoi usare il Portale unico ISEE sul sito dell'INPS o l'app INPS Mobile. La precompilata contiene già redditi e patrimonio che l'Agenzia delle Entrate e l'INPS hanno in archivio: tu controlli, correggi e confermi. Dal 1° gennaio 2026 la precompilata è diventata la strada prioritaria anche quando ci si affida a un CAF, e i dati arrivano anche da anagrafe e pubblico registro automobilistico. Resta il fatto che ogni numero va verificato: alcuni dati, a cominciare dai conti correnti, spesso vanno inseriti a mano.
3. Al Comune o all'ente che dà la prestazione
Anche il Comune e molti enti che erogano il beneficio acquisiscono la DSU: è la strada comoda quando la domanda la fai direttamente allo sportello che ti serve. Per i nuclei con più componenti, case di proprietà o situazioni un po' intricate, però, i quadri da compilare diventano tanti e il rischio di sbagliare cresce.
Torniamo a Denis: un martedì mattina è arrivato con la sua busta, in quaranta minuti la DSU era trasmessa e la domanda del nido è partita in giornata. «Credevo servisse un commercialista», ha detto mentre tornava in macchina. Non serve: servono le carte giuste e un'ora di tempo.
Quando presentarla: i momenti che contano
Come per la Posta: non importa quando spedisci, importa quando arriva. La DSU si presenta in qualsiasi momento dell'anno, ma l'ISEE deve essere già valido quando fai la domanda per la prestazione che ti serve. Ecco i momenti in cui presentarla in ritardo costa davvero qualcosa.
- asili nido e mense scolastiche: le domande del Comune si aprono a fine primavera, e chi ha già l'attestazione in mano compila senza correre
- tasse universitarie e borse di studio: ogni ateneo ha le sue date, e dopo i termini scattano penali fisse sull'ISEE presentato in ritardo
- assegno unico sui figli: senza un ISEE valido, da marzo si resta all'importo minimo; chi ha presentato la DSU entro il 30 giugno 2026 ha avuto il ricalcolo con gli arretrati da marzo, mentre dopo quella data il ricalcolo parte dal mese successivo
- bonus sociali su luce, gas e rifiuti, bonus asilo nido e agevolazioni per anziani e disabili: l'ISEE va aggiornato ogni anno, altrimenti il beneficio si interrompe
- cambi di famiglia: nascita di un figlio, matrimonio, separazione o un componente che va via di casa cambiano il nucleo e richiedono una nuova dichiarazione
La regola d'oro
La DSU si rinnova ogni anno e conviene presentarla prima che aprano le domande per cui ti serve. Chi arriva per tempo ha già il numero in mano quando parte la fila; chi aspetta si ritrova a scegliere tra la fretta e la scadenza.
Un dettaglio pratico che evita il panico: l'attestazione arriva di norma entro il decimo giorno lavorativo dalla presentazione della DSU. Non è istantanea come uno scontrino, quindi la dichiarazione fatta la settimana prima della scadenza è già in ritardo. L'abitudine giusta è contare all'indietro due settimane dalla data che ti interessa e prenotare con quel margine.
Se qualcosa cambia o si sbaglia: rettifiche e ISEE corrente
Due sorprese si risolvono in ufficio, mai da soli. La prima riguarda gli errori: se l'attestazione contiene dati sbagliati o omissioni, si presenta una rettifica con il modulo FC.3, e l'INPS può comunque segnalare difformità tra quanto dichiarato e quanto risulta dagli archivi — un altro motivo per controllare ogni numero prima dell'invio. La seconda riguarda la vita vera: se dopo la presentazione perdi il lavoro, finisci in cassa integrazione o ti dimezzano le ore, non resti bloccato con un numero vecchio. Con l'ISEE corrente aggiorni la dichiarazione sui redditi degli ultimi dodici mesi (o sugli ultimi due mesi moltiplicati per sei, se hai perso o ridotto un lavoro a tempo indeterminato): si chiede quando il reddito del nucleo scende di oltre il 25% o cambia la situazione lavorativa, e dal 1° aprile anche quando il patrimonio varia di oltre il 20%. Aggiornando i soli redditi vale sei mesi, aggiornando anche i patrimoni vale fino al 31 dicembre, e la variazione va segnalata entro due mesi.
Le domande che ci fanno più spesso
Ecco le cinque risposte che sentiamo ripetere più di frequente allo sportello. Se la tua situazione è diversa, chiamaci o scrivici su WhatsApp: riceviamo su appuntamento in Via Oreste Terenghi 21/23, a Cinisello Balsamo, dal lunedì al venerdì nelle fasce 9:30-12:30 e 15:00-19:00.
Quanto vale la DSU e quando va rifatta
La DSU ha validità dal 1 gennaio al 31 dicembre dell'anno in cui è stata presentata: nel 2026 si usa quindi la DSU riferita al 2026, costruita sui redditi del 2024 e sui patrimoni al 31 dicembre 2024. Alla fine dell'anno il documento scade da solo e va rifatto per l'anno successivo, anche se nulla è cambiato nella tua situazione.
L'unica eccezione è l'ISEE corrente: se durante l'anno perdi il lavoro o hai una variazione importante di reddito, puoi presentare una DSU corrente che vale per i sei mesi successivi ed è quella che tiene conto della situazione nuova. Per tutto il resto, la regola è quella: un documento all'anno, fatto per tempo.
Tre errori che falsano la DSU (e come evitarli)
Il primo riguarda i conti correnti: la giacenza media va calcolata su TUTTI i conti del nucleo, cointestati inclusi, e molti si dimenticano di un conto cointestato con il coniuge o di un libretto postale. Il secondo riguarda la prima casa: l'immobile in cui risiedi non va nel patrimonio immobiliare come gli altri, ma devono essere dichiarati correttamente mutuo e eventuali altre proprietà.
Il terzo è il reddito del coniuge o del figlio maggiorenne che si dimentica, o che si dichiara nel modo sbagliato quando convive. Poiché l'ISEE è un calcolo sul nucleo, un solo pezzo mancante sposta il risultato finale e con lui le fasce di tutte le prestazioni che lo usano. La verifica di questi tre punti è la prima cosa che facciamo quando presenti la DSU.
Domande che ci fanno più spesso
Devo presentare la DSU tutti gli anni?
Sì. L'ISEE vale solo fino al 31 dicembre dell'anno in cui presenti la dichiarazione: per il 2027 serve una DSU nuova, anche se l'anno prima l'avevi già fatta. Cambiano i redditi di riferimento e spesso cambia anche la famiglia, quindi il rinnovo annuale è la regola.
Cosa succede se presento la DSU in ritardo rispetto alla domanda?
La DSU in sé non scade durante l'anno, ma l'ISEE deve essere già valido quando presenti la domanda per la prestazione: se arrivi dopo, la pratica parte con i numeri vecchi o resta ferma. Per questo conviene presentare la dichiarazione con almeno due settimane di anticipo sulla scadenza che ti interessa.
Posso presentare la DSU se ho perso il lavoro quest'anno?
Sì, ed è uno dei casi tipici dell'ISEE corrente. Con un ISEE ordinario già valido puoi aggiornare la dichiarazione sui redditi degli ultimi dodici mesi, oppure sugli ultimi due mesi moltiplicati per sei se hai perso o ridotto un lavoro a tempo indeterminato. Servono la documentazione della variazione (lettera di licenziamento, comunicazione UNILAV, buste paga) e la segnalazione entro due mesi.
La DSU precompilata basta da sola?
Spesso sì, ma va controllata con calma. I dati di reddito e patrimonio sono in parte già pronti, però ogni componente maggiorenne deve autorizzare la precompilazione con SPID, CIE o CNS oppure delegare chi presenta, e qualche elemento — i conti correnti in primis — va inserito a mano. Con nuclei numerosi o situazioni particolari la DSU compilata con un operatore resta la strada più sicura.
Quanto costa presentare la DSU al patronato?
La presentazione della DSU è un servizio a pagamento del nostro patronato: il costo te lo comunichiamo prima di iniziare la pratica, così decidi con i numeri in mano e a fine lavoro non ci sono sorprese. In un solo appuntamento prepariamo la dichiarazione, la trasmettiamo e ti consegniamo l'attestazione.
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