Scadenze fiscali
Acconti redditi 2026: quanto si versa a novembre e quanto a dicembre
10 minuti di letturaCAF Cinisello Balsamo

A fine anno due versamenti si somigliano ma non sono la stessa cosa: entro lunedì 30 novembre 2026 si versa il secondo o unico acconto delle imposte sui redditi, mentre l'acconto IVA di chi ha la partita IVA si versa entro il 27 dicembre, che quest'anno cade di domenica e slitta quindi a lunedì 28 dicembre. Sono entrambi anticipi sulle tasse dell'anno in corso, con regole e metodi di calcolo diversi. In questa guida vediamo chi deve pagarli, quale delle due scadenze ti riguarda e come rimettersi in regola se un pagamento ti sfugge.
Non è la stessa scadenza: novembre per le imposte, dicembre per l'IVA

Nadia fa la badante in zona Muggiano e da noi compila il 730 ogni anno. A metà novembre dell'anno scorso è arrivata con due modelli F24 sul tavolo: uno preparato dal marito Khaled, che ha una piccola officina di riparazioni in zona Noverasco, e uno tutto suo. Khaled versava l'acconto IVA della sua attività; lei versava il secondo acconto delle imposte. Due pagamenti a poche settimane di distanza, per due motivi completamente diversi. Metterli nello stesso cassetto, o pensare che uno dei due basti per entrambi, è il primo passo per sbagliare.
Il secondo o unico acconto delle imposte sui redditi si versa entro lunedì 30 novembre 2026 e riguarda chi ha un'imposta da pagare sulla dichiarazione di quest'anno: lavoratori autonomi, titolari di partita IVA, chi ha redditi oltre lo stipendio. L'acconto IVA si versa invece entro il 27 dicembre, che nel 2026 cade di domenica e quindi slitta a lunedì 28 dicembre, e riguarda solo chi applica l'IVA con la partita IVA. Sono entrambi anticipi sulle tasse dell'anno in corso, ma nascono da due dichiarazioni diverse e hanno regole proprie.
In sintesi
30 novembre 2026 (lunedì): secondo o unico acconto delle imposte sui redditi. 28 dicembre 2026 (lunedì): acconto IVA, slittato dal 27 perché quel giorno è di domenica. Il nostro consiglio è segnare entrambe le date oggi, sul calendario di casa o sul telefono, e prenotare l'appuntamento con qualche settimana di anticipo: a metà novembre gli orari si riempiono in fretta.
Che cosa anticipa l'acconto (e che cosa non è)

Chiudere un anno fiscale significa pagare due cose insieme: il saldo dell'anno appena chiuso e l'acconto dell'anno che stai vivendo. L'acconto è un anticipo su quello che presumibilmente dovrai a giugno prossimo, calcolato in genere sulla stessa imposta che hai dichiarato quest'anno. Non è una tassa nuova e non è un secondo saldo: è il modo in cui lo Stato raccoglie per tempo la parte che ti chiederà poi con la dichiarazione dell'anno prossimo.
Chi presenta il 730 e ha un sostituto d'imposta, cioè un datore di lavoro o un ente pensionistico, per questo non compila nessun modello: l'acconto viene trattenuto direttamente in busta paga a novembre, o a dicembre per i pensionati. Chi invece presenta il Modello Redditi, o fa il 730 senza sostituto, versa da solo con l'F24.
- chi presenta il Modello Redditi PF con un'imposta netta superiore a 51,65 euro, al netto di detrazioni, crediti e ritenute
- chi ha redditi da lavoro autonomo, d'impresa o partecipazioni in società di persone
- chi ha cambiato lavoro durante l'anno e non ha più un sostituto che trattiene gli importi in busta
- chi avrebbe dovuto versarlo e non ha presentato la dichiarazione: l'obbligo resta comunque, e conviene regolarizzarsi prima che arrivi l'avviso
30 novembre 2026: il secondo o unico acconto delle imposte

Entro lunedì 30 novembre si versa la parte finale dell'acconto sulle imposte sui redditi. La regola base è semplice: se il tuo acconto totale è di 257,52 euro o più, ne hai già versato il 40% a giugno insieme al saldo e a novembre resta il 60%. Se invece l'acconto complessivo è inferiore a 257,52 euro, a giugno non hai versato nulla e il 30 novembre paghi tutto in un'unica soluzione.
I casi particolari che capitano più spesso al nostro sportello
- Chi applica gli Isa o è in regime forfettario paga le due rate di pari importo, il 50% a giugno e il 50% a novembre; se l'acconto totale non supera i 206 euro, versa tutto il 30 novembre.
- Chi prevede per il 2026 un reddito più basso può versare meno di quanto risulta dalla dichiarazione, usando il metodo previsionale. Si risparmia subito, ma se la previsione si rivela troppo ottimistica sulla differenza si paga la sanzione per versamento insufficiente.
- Il secondo acconto non si può rateizzare: va versato per intero, in un'unica soluzione. Si può rateizzare invece il saldo e la prima rata di giugno, fino a 7 rate mensili con l'ultima entro il 16 dicembre 2026 e gli interessi dello 0,33% mensile a partire dalla seconda rata.
Da tenere d'occhio
Il versamento di novembre si fa con il modello F24, codice tributo 4034 per la seconda o unica rata. Se paghi dall'home banking controlla che la data di addebito sia effettivamente entro il 30 novembre: un pagamento partito in ritardo resta in ritardo anche solo di un giorno, e la scadenza non fa sconti.
28 dicembre 2026: l'acconto IVA di chi ha la partita IVA

L'acconto IVA è un anticipo sull'IVA che si chiuderà con la dichiarazione annuale. Si versa entro il 27 dicembre di ogni anno; nel 2026 quel giorno è una domenica e per legge la scadenza slitta al primo giorno feriale successivo: lunedì 28 dicembre 2026. Chi sbaglia a memoria la data, e pensa al 27, si ritrova un versamento già in ritardo senza nemmeno accorgersene.
Lo versano solo i titolari di partita IVA che applicano l'IVA, sia mensili sia trimestrali. Restano fuori i contribuenti in regime forfettario e in regime di vantaggio, che l'IVA non la applicano, chi ha iniziato o cessato l'attività durante l'anno e chi riscontra un importo inferiore alla soglia minima di 103,29 euro.
- Metodo storico: l'88% del versamento fatto, o che si sarebbe dovuto fare, per il mese di dicembre dell'anno scorso se sei mensile, per l'IVA dell'anno scorso se sei trimestrale, per il quarto trimestre se sei trimestrale speciale.
- Metodo previsionale: sempre l'88%, ma calcolato sull'IVA che prevedi di dover versare a dicembre di quest'anno.
- Metodo analitico: il 100% di una liquidazione straordinaria che considera le operazioni effettuate fino al 20 dicembre, con finestre diverse per mensili e trimestrali.
Il pagamento si esegue con il modello F24: codice tributo 6013 per chi liquida ogni mese, 6035 per chi liquida ogni trimestre. Il metodo scelto va poi indicato nella dichiarazione IVA annuale, quindi la decisione non è solo pratica: lascia una traccia.
Storico, previsionale o analitico: quale conviene davvero
Khaled versa l'IVA ogni trimestre e l'anno scorso ha usato il metodo storico senza pensarci due volte: il suo debito IVA dell'anno era di 6.000 euro e il suo acconto è risultato di 5.280 euro, l'88% di 6.000. Quest'anno il lavoro in officina è calato e aspetta un debito più basso: per lui il metodo previsionale può valere qualche centinaio di euro di differenza. Ma il conto va fatto con calma, perché chi sbaglia in basso paga comunque la differenza, con la sanzione sul versamento insufficiente.
- Resta sul metodo storico se il tuo lavoro è stabile: è il conto più rapido, non richiede stime e non si discosta quasi mai dal risultato finale.
- Pensa al metodo previsionale se il 2026 è stato un anno diverso dal precedente, in meglio o in peggio, e hai sotto occhio i numeri dell'anno che stai chiudendo.
- Scegli il metodo analitico se hai già i dati delle operazioni fino al 20 dicembre e vuoi un calcolo che guarda a quello che hai realmente fatto, non a quello che hai fatto l'anno prima.
La domanda giusta
Non chiederti solo quanto versare oggi: chiediti quanto ti resterà da pagare a giugno prossimo. Un acconto troppo leggero oggi significa un saldo pesante tra otto mesi. Noi ragioniamo sempre sull'anno intero, non sulla singola scadenza: è l'unico modo per non avere sorprese.
Se la scadenza passa: sanzioni e ravvedimento, senza panico
Chi non versa entro il termine paga la sanzione ordinaria del 30% dell'importo non versato, più gli interessi legali. Ma la legge premia chi si mette in regola da solo: con il ravvedimento operoso la sanzione scende, e più ci si muove presto, meno si paga.
- Entro 14 giorni dalla scadenza: sanzione dallo 0,1% per ogni giorno di ritardo, fino a un massimo dell'1,4%.
- Dal 15° al 30° giorno: 1,5% dell'importo non versato.
- Dal 31° al 90° giorno: 1,67%.
- Dopo 90 giorni ed entro un anno: 3,75%.
- Oltre l'anno: 4,29%, e oltre i due anni si torna al 5%.
Il ravvedimento si versa con un F24 apposito che include l'importo dovuto, la sanzione ridotta e gli interessi: una volta saldato, la posizione è pulita e la pratica si chiude lì. Non serve aspettare la cartella di pagamento, che arriverebbe con la sanzione piena.
La regola d'oro
Il modo più economico di pagare le tasse è pagare in tempo. Il secondo più economico è mettersi in regola subito dopo: ogni giorno che passa costa più del precedente. Se hai mancato una scadenza, un appuntamento oggi e si chiude la pratica senza aspettare gli avvisi.
Le domande che ci fanno più spesso al bancone
Ecco le risposte veloci alle cinque domande che arrivano più spesso al nostro patronato di Cinisello Balsamo. Se la tua situazione non è fra queste, chiamaci o scrivici su WhatsApp: capire il tuo caso richiede cinque minuti, non un'ora.
Il calendario di fine anno in cinque date
- 30 novembre 2026: secondo o unico acconto delle imposte sui redditi, con modello F24.
- 27-28 dicembre 2026: acconto IVA di chi lavora con la partita IVA (il 27 cade di domenica, quindi si slitta a lunedì).
- 16 marzo 2027: primo acconto dell'anno successivo, quello che chiude il cerchio.
- 30 aprile 2027: consultazione del 730 precompilato, utile per capire se gli anticipi di fine anno erano giusti.
- 30 settembre 2027: scadenza del 730, quando si vedono i conti definitivi dell'anno prima.
Tenere queste cinque date insieme serve a non confonderle: gli acconti di fine anno sono anticipi, la dichiarazione dell'anno dopo è il saldo. Chi versa regolarmente a novembre e a dicembre arriva alla dichiarazione con poco o niente da integrare, mentre chi salta i due versamenti si trova tutto il conto da saldare in un'unica soluzione.
Controllare di aver anticipato abbastanza, prima della dichiarazione
Il controllo si fa in tre mosse: somma gli F24 versati a giugno e a novembre per l'IRPEF, aggiungi le addizionali se le versi separatamente, e confronta il totale con l'acconto indicato nel prospetto della dichiarazione precedente. Se manca una rata, il debito si manifesta con gli interessi; se hai versato troppo, lo scopri come eccedenza e viene recuperato secondo le regole di compensazione.
Per l'IVA il discorso è analogo ma il periodo è diverso: l'acconto di dicembre si calcola sull'IVA dell'anno in corso, e chi usa il metodo storico parte dai dati dell'anno precedente, che spesso basta. Se la tua attività ha avuto un anno molto diverso dal precedente, conviene calcolare con il metodo previsionale: è la differenza tra un anticipo giusto e uno che andrà ributtato a marzo.
Domande che ci fanno più spesso
Il secondo acconto del 30 novembre si può rateizzare?
No. Il secondo o unico acconto di novembre va versato per intero in un'unica soluzione: la rateizzazione riguarda solo il saldo e la prima rata di giugno, fino a 7 rate mensili con l'ultima entro il 16 dicembre 2026 e gli interessi dello 0,33% mensile dalla seconda rata.
Chi presenta il 730 paga l'acconto con l'F24?
Chi ha un sostituto d'imposta no: l'acconto viene trattenuto direttamente in busta paga a novembre, o a dicembre per chi percepisce una pensione. Chi fa il 730 senza sostituto, o presenta il Modello Redditi PF, versa invece da solo con il modello F24.
L'acconto IVA lo deve versare chi è in regime forfettario?
No. I contribuenti in regime forfettario e in regime di vantaggio non applicano l'IVA e quindi non versano l'acconto IVA. Restano esclusi anche chi ha iniziato o cessato l'attività durante l'anno e chi riscontra un importo inferiore a 103,29 euro.
Quanto è l'acconto IVA?
Con il metodo storico è l'88% del versamento dell'ultimo mese o trimestre dell'anno precedente; con il metodo previsionale è sempre l'88% ma sulla previsione di dicembre; con il metodo analitico è il 100% della liquidazione sulle operazioni effettuate fino al 20 dicembre.
Ho sbagliato l'importo dell'acconto: è la fine?
No. Con il ravvedimento operoso si versa la differenza con una sanzione ridotta e gli interessi legali, e la posizione torna in regola. Porta in ufficio gli F24 che hai già pagato: in mezz'ora ricostruiamo insieme la situazione e prepariamo il versamento mancante.
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