Scadenze fiscali

Scadenza 730 2026: 30 settembre, non aspettare l'ultimo giorno

11 minuti di letturaCAF Cinisello Balsamo

Scadenza 730 2026: 30 settembre, non aspettare l'ultimo giorno

Il modello 730 del 2026 va presentato entro mercoledì 30 settembre 2026. È l'ultimo giorno per il 730 (sia precompilato sia ordinario) relativo ai redditi del 2025. Se lo presenti in tempo, non paghi niente in più: al CAF costa la stessa cifra il 1° come il 30. In questa guida ti spieghiamo con parole semplici cosa serve, cosa succede se salti la data e perché venire in ufficio adesso è la scelta più economica.

Che cosa succede il 30 settembre

Che cosa succede il 30 settembre

Immagina Martina. Lavora a Milano, torna a Cinisello la sera e da giugno pensa: «lo faccio a fine estate». Poi arrivano le vacanze, il lavoro, i figli. Il 30 settembre Martina si sveglia e scopre che il 730 è già scaduto. Non è una storia inventata: in ufficio succede ogni anno decine di volte.

La regola è una sola: il modello 730 del 2026 (quello che riguarda i redditi guadagnati nel 2025) va presentato entro mercoledì 30 settembre 2026. Vale per il precompilato, per quello ordinario e per chi lo presenta senza sostituto d'imposta. Non ci sono proroghe e non si può chiedere più tempo.

In sintesi

30 settembre 2026 = ultima giornata per il 730. Chi arriva in tempo non paga sanzioni. Chi salta la data può comunque sistemare le cose, ma con un percorso più lungo (lo spieghiamo sotto). Il consiglio più economico: vieni al CAF adesso, non a settembre.

A chi serve il 730 e a chi no

A chi serve il 730 e a chi no

A chi serve il 730

Serve a chi ha lavorato come dipendente o è pensionato nel 2025 e ha anche altri redditi da dichiarare: spese mediche, mutuo, affitto, scuola, interessi del conto corrente. In pratica serve a quasi tutti i lavoratori dipendenti e ai pensionati che vogliono tornare in possesso di una parte di tasse versate.

A chi NON serve

Se nel 2025 hai avuto solo uno stipendio o una pensione e non hai nessuna spesa da portare a detrazione, probabilmente non devi fare nulla: il datore di lavoro ha già fatto i conti. Se invece hai partita IVA, redditi da affitti o più lavori, la tua dichiarazione si chiama Modello Redditi PF e ha scadenza diversa (2 novembre 2026). Dubbi? Una telefonata al CAF chiarisce tutto in cinque minuti.

Cosa devi portare all'appuntamento

Cosa devi portare all'appuntamento

Non serve preparare nulla di complicato. Ti basta una cartellina con questi documenti:

  • Documento d'identità in corso di validità e codice fiscale (anche del coniuge, se fate la dichiarazione insieme)
  • Certificazione Unica: è il foglio che ti dà il datore di lavoro o l'INPS con il reddito dell'anno
  • Scontrini parlanti e fatture delle spese mediche del 2025
  • Dati del mutuo, se ne hai uno in corso
  • Ricevute dell'affitto, se paghi un canone di locazione
  • Attestato ISEE, se ti serve per asili nido o bonus
  • Bonifici parlanti, se hai rifatto casa con un bonus edilizio

Se usi il 730 precompilato, gran parte di questi dati è già sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Il nostro compito è controllare che ci sia tutto e che manchi il meno possibile: è facile dimenticare uno scontrino medico da 200 euro e perdere 50 euro di detrazione.

Come funziona al nostro CAF, passo passo

Come funziona al nostro CAF, passo passo

L'appuntamento dura circa mezz'ora e si svolge in tre momenti semplici.

1. Prenoti lo slot

Chiami il numero qui sotto, scrivi su WhatsApp o passi direttamente in Via Oreste Terenghi 21/23. Gli orari sono dal lunedì al venerdì, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15 alle 19. I posti nelle ultime due settimane di settembre finiscono sempre prima: meglio prenotare con anticipo.

2. Compiliamo insieme

Un operatore controlla i tuoi documenti, inserisce i dati e ti mostra il risultato prima di inviare. Se il 730 risulta «a credito», vedrai subito quanto ti verrà restituito. Se risulta «a debito», sai da subito quanto e quando pagare. Nessuna sorpresa: preventivo comunicato prima di iniziare.

3. Trasmettiamo e conserviamo la ricevuta

Noi trasmettiamo la dichiarazione in via telematica all'Agenzia delle Entrate e ti consegniamo la ricevuta. Quella ricevuta è la prova che hai adempiuto: tienila congelata insieme agli altri documenti fiscali.

Ricapitolando la storia di Martina: il sabato prima della scadenza è venuta in ufficio con la sua cartellina, in trentacinque minuti era a posto. «Pensavo fosse molto peggio», ha detto uscendo.

Se arrivi in ritardo: cosa cambia davvero

Saltare il 30 settembre non è la fine del mondo, ma ogni giorno di ritardo costa più del giorno prima. Ecco la scaletta vera, verificata sulle fonti ufficiali:

  • Entro il 30 settembre 2026: presenti il 730 come si deve. Nessuna sanzione, nessun costo extra.
  • Dal 1° ottobre al 2 novembre 2026: il 730 non si può più fare, ma puoi presentare il Modello Redditi PF al suo posto. Nessuna sanzione, perché il termine ordinario slitta al 2 novembre (il 31 ottobre è sabato).
  • Dopo il 2 novembre 2026: partono i 90 giorni della dichiarazione tardiva. La dichiarazione resta valida, ma scatta una sanzione fissa di 250 euro, che con il ravvedimento operoso scende a 25 euro se non devi niente al Fisco.
  • Dopo i 90 giorni (prima di febbraio 2027): la dichiarazione si considera omessa. La sanzione diventa il 120% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro. E se non risultano imposte da pagare, la sanzione va comunque da 250 a 1.000 euro.

La regola d'oro

Ogni strada dopo il 30 settembre è più cara e più lunga della prima. Presentare il 730 in tempo non costa un euro in più rispetto a presentarlo in ritardo: l'unica differenza è che adesso hai ancora il posto in agenda.

Un'altra cosa da sapere: una dichiarazione omessa blocca anche le pratiche che ti servono dopo. Senza dichiarazione regolare l'ISEE non esce, e senza ISEE non arrivano assegno unico, tasse universitarie agevolate e bonus vari. Un problema fiscale può diventare un problema di famiglia in sei mesi.

Hai inviato ma hai sbagliato qualcosa?

Tranquilla: anche dopo l'invio puoi correggere. Hai dimenticato uno scontrino o il nome del figlio a carico è sbagliato? Si usa il 730 integrativo, che va presentato entro il 26 ottobre 2026. Se l'errore è più grosso, entro il 2 novembre si usa il Modello Redditi correttivo. Portaci la ricevuta e ci pensiamo noi.

Domande che ci fanno più spesso

Le risposte alle cinque domande che arrivano più spesso al bancone. Se la tua non c'è, chiamaci: la prima consulenza è gratuita.

Trenta giorni prima: il calendario che evita il 30 settembre

  • Entro il 30 giugno: raccogli le spese dell'anno precedente, quelle che dai detrazioni (medico, scuola, mutuo, interessi del conto).
  • A luglio: se hai un debito da pareggiare, parlane subito con chi ti versa lo stipendio, non a settembre.
  • A metà agosto: controlla che il datore di lavoro abbia ricevuto tutte le certificateazioni dei tuoi redditi.
  • Il 1 settembre: fissa l'appuntamento. A settembre gli slot si riempiono in pochi giorni.
  • Una settimana prima: prepara la cartellina con documenti d'identità, codice fiscale, CUD o certificateazione unica e le ricevute delle spese.
  • Il 30 settembre è il limite, non l'obiettivo: chi arriva il 20 ha lo stesso identico costo e molta meno ansia.

Il ragionamento è semplicissimo: al CAF il 730 costa uguale dal primo giorno all'ultimo, mentre il tempo che ti resta per sistemare un documento mancante si accorcia ogni settimana. Chi arriva con tre giorni di anticipo può tornare a casa, recuperare la ricevuta che manca e rientrare senza corsa; chi arriva il 30 al pomeriggio, se manca un pezzo, quel pezzo resterà fuori.

Una piccola abitudine aiuta più di ogni promemoria: metti in una busta, l'1 gennaio, tutto quello che ricevi con il timbro del datore di lavoro, del medico o della scuola. A settembre sarà già pronto, e la differenza tra una dichiarazione completa e una frettolosa si vede quasi sempre proprio lì, nella busta che non è stata aperta.

Cinque errori dell'ultimo giorno che rimandano tutto a ottobre

Il primo è arrivare senza la certificateazione unica dei redditi: senza quel documento il datore di lavoro non può confermare quanto hai guadagnato, e la dichiarazione resta sospesa. Il secondo è dimenticare il modulo dell'intermediario, quello in cui autorizzi il CAF a trasmettere la dichiarazione: senza firma non si invia nulla, nemmeno se tutti gli altri documenti ci sono.

Il terzo errore è portare spese intestate ad altri familiari senza indicarle nella sezione giusta: le spese dei figli o del coniuge si possono detrarre, ma devono essere dichiarate dove devono, altrimenti non vengono conteggiate. Il quarto è il IBAN sbagliato o incompleto: il rimborso non arriva su un conto che non è più tuo, e recuperarlo richiede tempo.

Il quinto, il più comune: dare per scontato che lo stipendio da solo basti. Se hai avuto due datori di lavoro nell'anno, un periodo di disoccupazione o una pensione integrativa, il prospetto va controllato con attenzione: sono esattamente i casi in cui il 730 trova qualcosa da restituire.

In una riga

Porta documenti, firma, spese e IBAN corretto: quattro pezzi, e il 30 settembre diventa una formalità invece di una corsa.

Dopo l'invio: rimborso, controlli e come seguire la pratica

Se presenti il 730 entro la scadenza e hai un sostituto d'imposta (il tuo datore di lavoro o il tuo ente pensionistico), sono loro a fare i conti: il rimborso, se c'è, arriva mensilmente in busta paga o in pensione nei mesi successivi, mentre un eventuale debito viene trattenuto a rate dalle stesse buste paga. Non devi presentare nessun F24: il 730 si liquida da solo.

Se invece non hai un sostituto, la dichiarazione si chiude in modo diverso e il versamento si fa con il modello F24 entro le date di novembre. In entrambi i casi conserva la copia della dichiarazione e la ricevuta di trasmissione: sono i due documenti che ti servono se un controllo dell'Agenzia delle Entrate ti scrive, e che ti evitano di ricercare cosa hai dichiarato due anni fa.

Un controllo vale la pena farlo ogni anno, dopo l'invio: controllare che la dichiarazione sia effettivamente pervenuta e che il suo stato sia cambiato nel cassetto fiscale. Bastano due minuti, e ti dice subito se l'importo che ti aspetti e quello che risulta coincidono. Per qualsiasi dubbio su tempi e stati della pratica, al CAF rispondiamo allo sportello o per telefono.

Le detrazioni che entrano nel 730, in parole semplici

  • Spese sanitarie per te e per i familiari a carico, tranne quella già rimborsata dal Servizio Sanitario.
  • Interessi del mutuo sulla prima casa e, per chi affitta, la parte detraibile del canone.
  • Interessi pagati sul conto corrente e sui prodotti finanziari, entro i limiti previsti.
  • Spese scolastiche e universitarie per i figli, compresa la retta dei corsi di laurea.
  • Spese per asili, sport giovanili, veterinario, erogazioni liberali e previdenza complementare.

Ognuna di queste voci va inserita nella sezione giusta del 730, con il documento che la prova. La regola pratica è che la detrazione spetta a chi ha sostenuto la spesa: se hai pagato tu, la trovi tu, anche quando l'interessato è un familiare. È una distinzione che nell'appuntamento chiarisce subito molte situazioni.

Domande che ci fanno più spesso

Quando scade il 730 nel 2026?

Il 30 settembre 2026. È l'ultimo giorno sia per il 730 precompilato sia per quello ordinario, e vale anche per chi non ha un sostituto d'imposta. Dopo quella data il 730 non si presenta più: bisogna passare al Modello Redditi PF.

Se presento il 730 in ritardo pago una multa?

Se arrivi entro il 2 novembre 2026 no: basta usare il Modello Redditi PF al posto del 730. Dopo il 2 novembre scatta una sanzione fissa di 250 euro, riducibile a 25 euro con il ravvedimento operoso se non devi imposte. Oltre i 90 giorni la dichiarazione è considerata omessa e la sanzione sale al 120% delle imposte dovute, minimo 250 euro.

Quanto costa fare il 730 al CAF?

Il preventivo ti viene comunicato prima di iniziare, così decidi tu. In ogni caso il prezzo è lo stesso se vieni il 1° o il 30 settembre: aspettare non fa risparmiare niente e aumenta solo il rischio di rimanere senza posto in agenda.

Cosa succede se non presento nessuna dichiarazione?

Oltre i 90 giorni dalla scadenza del Redditi la dichiarazione si considera omessa: sanzione del 120% delle imposte dovute (minimo 250 euro) oppure da 250 a 1.000 euro se non risulta nulla da pagare. In più restano bloccati ISEE e tutte le prestazioni che dipendono da esso.

Ho solo uno stipendio e nessuna spesa: devo fare qualcosa?

Probabilmente no: se nel 2025 hai avuto solo redditi da lavoro dipendente o pensione e nessuna spesa detraibile, il datore di lavoro ha già fatto il conguaglio. Se però hai pagato medicine, mutuo o affitto, fare il 730 può farti tornare soldi in tasca. Portaci i documenti e in dieci minuti ti diciamo se conviene.

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