Scadenze fiscali
Scadenze F24 del terzo trimestre: acconto, IVA e cosa fare in ritardo
12 minuti di letturaCAF Cinisello Balsamo

Le scadenze F24 del terzo trimestre non finiscono il 30 settembre: i versamenti che riguardano luglio, agosto e settembre si chiudono tra ottobre e novembre, con il modello F24 che si usa sia per pagare che per compensare. Sono quattro gli appuntamenti da tenere d'occhio: il termine ultimo del 30 settembre per saldo e acconto, l'F24 del 16 ottobre, l'IVA del terzo trimestre del 16 novembre e il secondo acconto del 30 novembre. Qui sotto trovi le date del 2026, i codici tributo giusti e cosa fare quando una scadenza ti è sfuggita.
Che cosa succede nel terzo trimestre con l'F24

L'F24 è il modello con cui in Italia si pagano quasi tutte le imposte: si compila una volta e l'importo viene scalato dal conto o versato allo sportello, con i crediti che vanno a scalare sui debiti nella stessa riga. Il terzo trimestre è il periodo che va da luglio a settembre: per chi liquida l'IVA ogni tre mesi è il trimestre che si indica con il codice 09, e per chi paga le imposte sulla dichiarazione è il trimestre che chiude il conto con giugno.
La confusione nasce dalle date. I soldi del terzo trimestre non escono tutti a settembre: la prima scadenza importante è addirittura prima, il 20 agosto per l'IVA del secondo trimestre, e poi ci sono il 16 ottobre, il 16 novembre e il 30 novembre, con il 16 dicembre che fa da ultimo termine per chi decide di pagare a rate. Insomma, chi prepara l'F24 con il calendario di settembre in mente si ritrova tre sorprese in autunno.
In sintesi
Il terzo trimestre si paga in quattro tempi: termine ultimo del 30 settembre per saldo e primo acconto, F24 del 16 ottobre con le ritenute di settembre, IVA del terzo trimestre entro il 16 novembre e secondo acconto entro il 30 novembre. Chi rateizza può arrivare al 16 dicembre. Un F24 sbagliato si corregge, un F24 dimenticato si regolarizza con il ravvedimento.
Le date 2026 da segnare in calendario

Ecco l'elenco dei giorni che contano per il terzo trimestre dell'F24. Le date sono quelle del 2026: quando il termine cade di sabato o di domenica il versamento si può fare tranquillamente il primo giorno lavorativo successivo, senza sanzioni e senza interessi.
- 30 settembre 2026: termine ultimo per pagare il saldo 2025 e il primo acconto del 2026 con la maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese;
- 16 ottobre 2026: F24 del mese di settembre, con IVA mensile, ritenute IRPEF, addizionali e contributi INPS, più la rata del saldo IVA 2025 e delle rateazioni già aperte;
- 2 novembre 2026: modello IVA TR del terzo trimestre per chi ha un credito da compensare o da chiedere a rimborso, slittato al lunedì perché il 31 ottobre è sabato;
- 16 novembre 2026: versamento dell'IVA del terzo trimestre con la maggiorazione dell'1% e F24 del mese di ottobre;
- 30 novembre 2026: secondo acconto IRPEF, IRES e IVA, comunicazioni LIPE del terzo trimestre e imposta di bollo sulle fatture elettroniche dei primi tre trimestri;
- 16 dicembre 2026: ultima data per rateizzare il secondo acconto e ultima rata per chi ha frazionato il saldo di giugno.
Un dettaglio che fa risparmiare tempo: il 30 novembre è lunedì, quindi non ci sono slittamenti, mentre le dichiarazioni di fine ottobre si spostano al 2 novembre. Meglio comunque non aspettare l'ultimo giorno: un bonifico partito tardi o un conto momentaneamente scoperto è la causa più frequente di versamento in ritardo.
30 settembre: il termine ultimo di saldo e acconto
Il saldo delle imposte 2025 e il primo acconto del 2026 si pagano normalmente entro il 30 giugno, oppure entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%. Il 30 settembre è il terzo e ultimo gradino: si può ancora pagare tutto insieme, ma la maggiorazione dello 0,40% scatta per ogni mese o frazione di mese partito dal 30 giugno. Chi ha pagato a luglio e poi si accorge di aver versato poco può regolarizzare la differenza proprio in questa data, sempre con la maggiorazione.
16 ottobre e 16 novembre: le due tappe dell'F24
Il 16 ottobre l'F24 contiene i versamenti di settembre: IVA mensile per chi liquida ogni mese, ritenute su lavoro dipendente e autonomo, addizionali regionali e comunali, contributi INPS dei dipendenti e della Gestione Separata. Il 16 novembre invece arriva l'IVA del terzo trimestre per chi è trimestrale, con l'1% di interessi che va aggiunto all'imposta: è una piccola maggiorazione di legge, non un errore di calcolo, e va indicata nello stesso modello.
Il caso di Laura
Laura ha un negozio di abbigliamento vicino alla stazione di Cinisello e liquida l'IVA ogni trimestre. A ottobre ha pagato l'F24 di settembre, pensando di aver chiuso i conti: invece a novembre le è arrivato il promemoria per l'IVA del terzo trimestre. In ufficio abbiamo controllato il periodo di riferimento sul modello, aggiunto l'1% di interessi e chiuso tutto in dieci minuti. Un controllo preventivo le avrebbe evitato una giornata di pensieri.
L'acconto: chi lo deve versare e quanto pesa

L'acconto è una sorta di anticipo sulle imposte dell'anno in corso: si calcola in base a quanto si è pagato l'anno prima e si versa in due tranche, il 40% entro il 30 giugno e il restante 60% entro il 30 novembre. È il metodo storico, quello che usa quasi tutti: se l'imposta dell'anno scorso è stata di mille euro, quest'anno si versano quattrocento euro a giugno e seicento a novembre, senza dover fare previsioni.
- chi è al primo anno di attività non versa alcun acconto, perché non ci sono imposte precedenti su cui calcolarlo;
- chi ha un'imposta dell'anno precedente sotto la soglia minima di 51,65 euro non è tenuto al versamento;
- chi presenta il 730 con sostituto d'imposta si vede trattenere il secondo acconto in busta paga, di norma a novembre;
- chi ha diritto a un acconto ridotto può comunicarlo al sostituto entro il 12 ottobre, senza dover aspettare il conguaglio;
- il secondo acconto non si può rateizzare nel senso classico: si può solo frazionare entro il 16 dicembre con le regole dei versamenti rateali.
Due numeri aiutano a orientarsi. Se l'acconto complessivo non supera 257,52 euro la prima rata sarebbe così piccola da non avere senso: in quel caso tutto si versa il 30 novembre, in un'unica soluzione. E se l'imposta dell'anno precedente non supera 51,65 euro l'acconto proprio non si versa. Attenzione anche a non confondere l'acconto delle imposte sui redditi con l'acconto IVA di dicembre, che è un versamento diverso e scade il 27 dicembre. E se l'anno è andato peggio del previsto, l'acconto si può ridurre: basta avere un calcolo serio prima di pagare, perché versare meno del dovuto espone al ravvedimento, mentre versare troppo significa prestare soldi allo Stato fino alla dichiarazione successiva.
Quanto pesa sul budget
Per un piccolo commerciante del territorio il secondo acconto è quasi sempre la rata più pesante dell'anno: il 60% dell'imposta in un'unica soluzione, a poche settimane dalla rata di novembre del saldo. Chi lo sa in anticipo mette via una cifra fissa ogni mese e arriva a novembre senza stravolgere la liquidità.
Come si compila l'F24 per il terzo trimestre

La parte più delicata del modello non è calcolare l'importo, ma indicare correttamente codice tributo, periodo e anno di riferimento. Sono tre numeri che l'Agenzia delle Entrate usa per ricondurre il pagamento alla scadenza giusta: se uno dei tre è sbagliato, il versamento risulta a saldo di una riga diversa e la scadenza resta scoperta.
I codici che servono più spesso
- IVA trimestrale: codici da 6031 a 6034, uno per ciascun trimestre; per il terzo trimestre si usa il periodo 09;
- IVA mensile: codici da 6001 a 6012, uno per mese di riferimento;
- acconto IVA di dicembre: 6013 per i mensili e 6035 per i trimestrali;
- saldo IVA annuale: 6099;
- IRPEF saldo e acconti: 4001 per il saldo, 4033 per la prima rata di acconto e 4034 per la seconda rata o per l'acconto in unica soluzione;
- sanzioni e interessi del ravvedimento: 8904 e 1991 per l'IVA, 8901 e 1989 per l'IRPEF.
Le colonne che vengono compilate male
Nella sezione Erario del modello si indicano codice tributo, anno di riferimento e periodo: quest'ultimo è obbligatorio solo per i versamenti periodici, e per il terzo trimestre dell'IVA è il codice 09. Nelle colonne degli importi a credito si inseriscono invece i crediti che si vogliono compensare, come le addizionali versate in più o i crediti d'imposta. Un F24 che compensa un credito inesistente viene scartato e il pagamento non va a buon fine: il controllo arriva entro pochi giorni, ma intanto la scadenza è passata.
Se hai saltato la scadenza: il ravvedimento operoso
Un F24 pagato in ritardo non è un disastro, ma diventa tale se lo si ignora. Senza alcuna regolarizzazione la sanzione ordinaria per il mancato pagamento arriva fino al 30% dell'imposta, oltre agli interessi legali. Con il ravvedimento operoso si paga invece una sanzione ridotta che cresce con i giorni di ritardo, più gli interessi calcolati al tasso legale, che dal 1° gennaio 2026 è dell'1,6% annuo.
- da 1 a 14 giorni di ritardo: la sanzione parte da 0,08% il primo giorno e arriva a 1,16% il quattordicesimo;
- da 15 a 30 giorni: sanzione dell'1,25% sull'imposta non versata;
- da 31 a 90 giorni: sanzione dell'1,39%;
- da 91 giorni a un anno: sanzione del 3,12%;
- oltre un anno: sanzione del 3,57%, con un rischio ben più concreto di vedersi arrivare un accertamento.
Un conto concreto
Mille euro di IVA versati con otto giorni di ritardo: la sanzione ridotta è dello 0,66%, cioè 6,60 euro, più gli interessi legali dell'1,6% annuo calcolati per giorni di ritardo, che in questo caso sono pochi centesimi. Con il pagamento spontaneo il conto si chiude sotto gli 8 euro di extra; aspettando la cartella gli stessi mille euro avrebbero portato fino a 300 euro di sanzione.
Come si fa in pratica
Si compila un nuovo F24 con l'imposta non versata, la sanzione ridotta sul codice tributo previsto e gli interessi calcolati per giorni di ritardo. L'importo si paga tutto insieme, e la ricevuta del modello regolarizzato va conservata insieme alla prima: è la prova che il ritardo è stato sistemato spontaneamente. In ufficio prepariamo noi i tre importi e controlliamo che i codici siano quelli giusti.
Gli errori che vediamo più spesso al bancone
Ogni settimana al nostro sportello arrivano F24 da correggere o da sistemare in fretta. Gli errori sono quasi sempre gli stessi, e per evitarli basta un controllo di due minuti prima di inviare il modello.
- periodo di riferimento sbagliato: il terzo trimestre dell'IVA è 09, non 12 e non il mese di pagamento;
- anno di riferimento errato: l'IVA del terzo trimestre 2026 si paga con anno 2026, mentre il saldo IVA 2025 ha un anno diverso;
- dimenticare la maggiorazione dell'1% sui versamenti trimestrali dell'IVA;
- confondere F24 ordinario, semplificato e predeterminato: il primo serve per i contribuenti con più tributi, il secondo per i versamenti più semplici, il terzo arriva già compilato dall'Agenzia;
- pagare in ritardo e aspettare che arrivi la cartella: ogni giorno che passa aumenta sanzioni e interessi.
Il pagamento che si può fare in anticipo
Una buona notizia: nessuno vieta di pagare un F24 prima della scadenza. Si può versare anche con giorni di anticipo, a patto di indicare il periodo e l'anno corretti: il pagamento va a buon fine ugualmente e non perde la scadenza. È la scelta giusta per chi sa che a metà mese il conto è più leggero, o per chi vuole togliersi il pensiero prima di partire.
Quando la scadenza cade di sabato
Se la data di scadenza cade di sabato o di giorno festivo il versamento si considera tempestivo se viene effettuato il primo giorno lavorativo successivo. Succede spesso: nel 2026, per esempio, il 31 ottobre è sabato e gli adempimenti di quel giorno slittano a lunedì 2 novembre. Meglio controllare sempre il calendario invece di affidarsi alla memoria.
Domande frequenti sulle scadenze F24
Le risposte alle domande sull'F24 che ci fate più spesso allo sportello. Se la tua non è qui, chiamaci o scrivici su WhatsApp: da noi la prima consulenza è gratuita e in ufficio si riceve solo su appuntamento. Il nostro patronato di Cinisello Balsamo è in Via Oreste Terenghi 21/23, 20092 Cinisello Balsamo (MI), e seguiamo i versamenti dei lavoratori, dei pensionati e delle piccole attività del territorio, da Cinisello a Sesto San Giovanni, Muggiò, Brugherio e Cologno Monzese: dal controllo dell'F24 alla compilazione, fino al ravvedimento di un pagamento saltato.
Domande che ci fanno più spesso
Quali sono le scadenze F24 del terzo trimestre?
Sono quattro: il 30 settembre come termine ultimo per saldo e primo acconto con la maggiorazione dello 0,40%, il 16 ottobre per l'F24 con le ritenute e i contributi di settembre, il 16 novembre per l'IVA del terzo trimestre e il 30 novembre per il secondo acconto. Chi rateizza può completare i pagamenti entro il 16 dicembre.
Cosa succede se pago l'F24 dopo la scadenza?
Il pagamento tardivo espone a una sanzione che va fino al 30% dell'imposta più gli interessi legali. Con il ravvedimento operoso la sanzione scende a percentuali che crescono con i giorni di ritardo, da 0,08% il primo giorno a 1,25% tra i 15 e i 30 giorni, e si paga tutto con un unico F24.
Posso pagare un F24 prima della scadenza?
Sì, il pagamento anticipato è sempre possibile e non comporta sanzioni: basta indicare il periodo e l'anno di riferimento corretti. Chi sa che nella seconda metà del mese la liquidità è più stretta può anticipare il versamento e conservare la ricevuta.
Quanto costa pagare un F24?
L'F24 è gratuito come modello: la maggior parte delle banche non applica commissioni per il pagamento via home banking o dall'app, mentre allo sportello di una banca o alle Poste può essere previsto un costo di gestione. Il vero costo del modello è nei ritardi: sanzioni e interessi che si possono evitare pagando nei termini.
Se la scadenza cade di sabato quando devo pagare?
Il versamento si può effettuare il primo giorno lavorativo successivo, senza sanzioni e senza interessi. Vale per tutti i versamenti con F24: se la scadenza cade di sabato, di domenica o in un giorno festivo, il pagamento resta tempestivo se eseguito il lunedì o il primo giorno utile.
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