Scadenze fiscali

Scadenza Modello Redditi PF 2026: le due date di novembre da ricordare

10 minuti di letturaCAF Cinisello Balsamo

Scadenza Modello Redditi PF 2026: le due date di novembre da ricordare

Il Modello Redditi PF 2026 è la dichiarazione dei redditi del 2025 per chi non può usare il 730: chi ha la partita IVA, chi lavora in proprio e chi ha redditi oltre allo stipendio. Le date di novembre sono due e si confondono facilmente: entro lunedì 2 novembre va inviata la dichiarazione, entro lunedì 30 novembre si versa il secondo o unico acconto. In questa guida vediamo chi deve presentarlo, cosa portare in ufficio e come sistemare le cose se una data ti sfugge.

Due date di novembre da segnare subito

Due date di novembre da segnare subito

Yuri ripara biciclette in zona Sant'Eusebio e lavora in regime forfettario. A novembre dell'anno scorso ha fatto una cosa sola, e pensava bastasse: ha inviato la dichiarazione dei redditi e ha chiuso il cassetto. A dicembre è arrivato un F24 con qualche euro di interessi da pagare. L'acconto di novembre non l'aveva mai versato, perché nessuno gli aveva spiegato che si trattava di un secondo adempimento, con una data tutta sua.

Il Modello Redditi PF 2026 è la dichiarazione sui redditi guadagnati nel 2025 da chi non può usare il 730. Nel 2026 le scadenze di novembre sono due. Entro lunedì 2 novembre va trasmessa la dichiarazione per via telematica: il termine ordinario del 31 ottobre è slittato perché quel giorno è di sabato e il 1° novembre è festivo. Entro lunedì 30 novembre si versa invece il secondo o unico acconto, cioè la parte di tasse già calcolata in dichiarazione che resta da pagare. Fare uno dei due non vuol dire aver finito: servono entrambi, in giorni diversi.

In sintesi

2 novembre 2026: ultimo giorno per inviare il Modello Redditi PF. 30 novembre 2026: ultimo giorno per il secondo o unico acconto. Il nostro consiglio è segnarle tutte e due oggi, sul calendario di casa o sul telefono, e prenotare l'appuntamento con qualche settimana di anticipo: a fine ottobre gli orari si riempiono in fretta.

A chi tocca il Modello Redditi PF

A chi tocca il Modello Redditi PF

Quando tocca a te

In poche parole: se nel 2025 hai lavorato con la partita IVA, la tua dichiarazione è quasi sempre il Modello Redditi PF. Lo stesso vale per i liberi professionisti, per chi è in regime forfettario o di vantaggio, per chi ha percepito redditi dall'estero o possiede conti e immobili fuori dall'Italia, per chi affitta più di quattro appartamenti con contratti brevi, per chi deve presentare anche IVA, IRAP o 770 e per chi ha redditi «diversi» o redditi che passano attraverso un trust. La domanda che ci fa capire subito la strada è una sola: chi ti paga ti rilascia una fattura o una Certificazione Unica? Se la risposta è «fattura», di solito il modello è il Redditi PF.

Quando invece resta il 730

Se nel 2025 hai ricevuto solo uno stipendio o una pensione, la tua dichiarazione è il 730, che quest'anno scadeva il 30 settembre. Ci sono però casi in mezzo — un affitto registrato, un secondo lavoro, una casa ereditata durante l'anno — che cambiano il modello da usare. Meglio non indovinare: sbagliare modello significa rifare tutto da capo. Una chiamata al nostro patronato o un messaggio su WhatsApp bastano per capire qual è la tua strada, e se serve fissiamo subito l'appuntamento.

Cosa portare all'appuntamento

Cosa portare all'appuntamento

Preparare la cartellina è più semplice di quello che sembra. Di norma bastano questi documenti:

  • un documento d'identità valido e il codice fiscale, tuoi e del coniuge se presentate la dichiarazione insieme
  • le Certificazioni Uniche 2026 ricevute da lavoro, pensione o collaborazioni
  • le fatture emesse e ricevute nel 2025, se hai la partita IVA
  • le ricevute dei versamenti già fatti con il modello F24: saldo, acconti e contributi
  • il contratto d'affitto registrato e le ricevute dei canoni, se hai case in locazione
  • le spese del 2025 che si possono detrarre: visite specialistiche, medicine, mutuo, assicurazioni
  • l'IBAN del conto su cui vuoi ricevere l'eventuale rimborso

Chi vuole può partire anche dal Modello Redditi precompilato dell'Agenzia delle Entrate: si invia dal 27 maggio 2026 e fino al 2 novembre. Anche in quel caso il controllo resta il passaggio che fa la differenza, perché un dato mancante nella dichiarazione è una detrazione che non arriva mai. Al nostro sportello guardiamo i tuoi documenti prima di inviare, così gli errori si fermano sul tavolo e non nell'anno dopo.

Come funziona l'appuntamento al nostro sportello

Come funziona l'appuntamento al nostro sportello

Da noi la pratica si chiude in circa mezz'ora, in tre momenti semplici.

1. Scegli il giorno

Prenoti come preferisci: chiami il numero qui sotto, scrivi su WhatsApp o passi direttamente in Via Oreste Terenghi 21/23, 20092 Cinisello Balsamo (MI). Siamo aperti dal lunedì al venerdì, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 19:00, e riceviamo su appuntamento. Le settimane fra fine ottobre e inizio novembre sono le più piene dell'anno: chi chiama prima trova il giorno che gli serve, chi aspetta si prende quello che resta.

2. Compiliamo insieme e ti mostriamo i conti

Un operatore inserisce i dati, controlla i quadri che riguardano la tua attività e ti mostra il risultato prima di inviare: quanto devi, quando paghi, se qualcosa ti torna indietro. Chiedere un'informazione al bancone non costa nulla; il lavoro di compilazione e invio si paga, e la cifra te la diciamo prima di cominciare, così alla fine non ci sono sorprese.

3. Inviamo e ti diamo la ricevuta

Trasmettiamo la dichiarazione per via telematica all'Agenzia delle Entrate e ti consegniamo la ricevuta di avvenuta presentazione. Tienila insieme agli altri documenti importanti: è la prova che hai fatto tutto nei tempi e ti serve anche negli anni successivi.

Torniamo a Yuri di Sant'Eusebio: quest'anno lo abbiamo chiamato noi a metà ottobre, è passato una mattina con la sua busta e in trenta minuti aveva la ricevuta in mano. E stavolta l'acconto di novembre l'ha segnato sul calendario del telefono, con un promemoria a inizio mese.

Quando si pagano le imposte: le date giuste

Dopo l'invio arrivano i pagamenti, e sono un'altra serie di date da tenere d'occhio. Le imposte che escono dal Modello Redditi PF si versano con il modello F24, in questi momenti:

  • saldo e prima rata di acconto: entro il 30 giugno 2026, oppure entro il 30 luglio 2026 con una piccola maggiorazione dello 0,40%
  • per chi è in regime forfettario o di vantaggio e per i soggetti ISA la scadenza slitta: entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazioni, oppure entro il 20 agosto 2026 con lo 0,80% (è la proroga prevista dal DL 89/2026)
  • secondo o unico acconto: entro lunedì 30 novembre 2026. Se l'acconto totale è inferiore a 257,52 euro si versa tutto in un'unica soluzione proprio in questa data; per i soggetti ISA e i forfettari il limite del versamento unico è di 206 euro
  • se l'acconto raggiunge i 257,52 euro si divide in due rate: il 40% a giugno insieme al saldo, il restante 60% il 30 novembre
  • saldo e prima rata si possono anche pagare a rate, fino a un massimo di 7 rate mensili da giugno a dicembre, con l'ultima rata entro il 16 dicembre. L'acconto di novembre invece non si rateizza: va pagato per intero

Attenzione a non confondere i due momenti: chi paga l'acconto di novembre pensando di aver già chiuso tutto con giugno si ritrova nella stessa situazione di Yuri, solo al contrario. Se hai un dubbio su quanto pagare e quando, portaci la dichiarazione: i conti si fanno in dieci minuti e esci con le date scritte sul foglio.

Da ricordare

Giugno — o luglio per forfettari e soggetti ISA — per saldo e prima rata. Il 30 novembre per il secondo o unico acconto. Quella di novembre è la data più dimenticata dell'anno e anche la più costosa da dimenticare: non slitta, non si rateizza e non chiede scuse.

Ritardi, errori e correzioni: cosa resta da fare

Se una scadenza ti sfugge o ti accorgi di uno sbaglio dopo l'invio, la strada non è chiusa: cambiano il modello da usare e il conto da pagare. Ecco come stanno le cose, secondo le regole ufficiali:

  • entro il 2 novembre 2026: invii il Modello Redditi PF normalmente, oppure correggi il 730 di quest'anno con il Modello Redditi correttivo. Zero sanzioni
  • dal 3 novembre 2026 al 31 gennaio 2027: la dichiarazione è tardiva ma resta valida. Arriva una sanzione fissa di 250 euro, che con il ravvedimento operoso scende a 25 euro se dalla dichiarazione non emergono imposte da versare
  • oltre i 90 giorni: la dichiarazione si considera omessa. La sanzione sale al 120% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro; se non c'è nulla da pagare la multa va da 250 a 1.000 euro
  • pagamenti in ritardo, compreso l'acconto di novembre: si regolarizzano con il ravvedimento operoso. La regola è semplice, prima paghi e meno aggiungi, perché alla sanzione si sommano gli interessi legali sul tempo trascorso

La regola d'oro

Chi arriva in tempo paga solo quello che deve. Chi arriva in ritardo paga quello che deve più qualcos'altro. Il modo più economico di sistemare una scadenza mancata è ancora quello di fissare l'appuntamento prima che la scadenza arrivi: se hai un dubbio adesso, è il momento giusto.

E se l'errore viene fuori dopo l'invio? Entro il 2 novembre 2026 si usa il Modello Redditi correttivo; dopo si passa al Modello Redditi integrativo, che si può presentare entro la scadenza dell'anno prossimo e comunque non oltre il 31 dicembre 2031. Se dalla correzione salta fuori un debito in più, si versa la differenza con gli interessi. La ricevuta dell'invio che ti abbiamo consegnato serve proprio a questo: portala in ufficio e ricostruiamo insieme la dichiarazione, punto per punto.

Le domande che ci fanno più spesso al bancone

Ecco le risposte veloci alle cinque domande che arrivano più spesso al nostro patronato di Cinisello Balsamo. Se la tua situazione non è fra queste, chiamaci o scrivici su WhatsApp: capire il tuo caso richiede cinque minuti, non un'ora.

Le tre cose da fare subito dopo l'invio

Prima: conserva la ricevuta di trasmissione e una copia della dichiarazione, in formato cartaceo o in una cartella sul computer. Secondo: segna le due date di novembre, quella dell'invio e quella del versamento, sul calendario che usi davvero. Terzo: controlla che i codici tributo dell'F24 coincidano con quelli indicati nel prospetto della dichiarazione, perché un codice sbagliato è l'errore più comune e quello più noioso da sistemare.

Se nell'anno successivo arriva una richiesta dell'Agenzia delle Entrate, quei tre documenti bastano quasi sempre per rispondere in modo completo. Per qualsiasi dubbio in fase di compilazione o di versamento, passa in ufficio o scrivici: la prima consulenza è gratuita e serve proprio a toglierti un dubbio prima che diventi un problema.

Domande che ci fanno più spesso

Quando va inviato il Modello Redditi PF 2026?

Entro lunedì 2 novembre 2026, in via telematica. Il termine ordinario del 31 ottobre è slittato perché quel giorno è di sabato e il 1° novembre è festivo. Chi arriva dopo può ancora inviarlo fino al 31 gennaio 2027 come dichiarazione tardiva, con la sanzione ridotta.

Cosa si versa entro il 30 novembre 2026?

Il secondo o unico acconto: il 60% dell'acconto se a giugno ne hai versato il 40%, oppure tutto l'acconto se è inferiore a 257,52 euro (206 euro per i soggetti ISA e i forfettari). È l'ultima scadenza dell'anno e non si può rateizzare.

Come faccio a sapere se tocca a me il Redditi PF o il 730?

Guarda come ti hanno pagato nel 2025: se hai ricevuto una Certificazione Unica il modello è quasi sempre il 730, se hai emesso fatture è il Modello Redditi PF. Chi ha fatto tutte e due le cose, o ha redditi da immobili o dall'estero, rientra nel Redditi PF. Una chiamata con i documenti in mano e la risposta è pronta.

Si possono pagare a rate le imposte del Modello Redditi?

Sì per il saldo e la prima rata di acconto: fino a 7 rate mensili da giugno a dicembre, con l'ultima rata entro il 16 dicembre 2026. No per il secondo o unico acconto del 30 novembre, che va versato per intero in un'unica soluzione.

Ho trovato un errore nella dichiarazione già inviata: è la fine?

No. Entro il 2 novembre 2026 si corregge con il Modello Redditi correttivo e dopo con il Modello Redditi integrativo, entro la scadenza dell'anno prossimo e comunque non oltre il 31 dicembre 2031. Se dalla correzione emergono più tasse da pagare, si versa la differenza con gli interessi: portaci la ricevuta e vediamo insieme il da farsi.

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