Prestazioni INPS
Pagamento NASpI: quando arriva e come controllare l'accredito
12 minuti di letturaCAF Cinisello Balsamo

Il pagamento della NASpI arriva una volta al mese, ma non esiste un giorno prestabilito uguale per tutti: l'INPS dispone l'accredito sulla singola posizione, e la data cambia in base alla decorrenza e alla chiusura dell'istruttoria. Il primo bonifico è quello che preoccupa di più, perché parte solo dopo i controlli e spesso copre meno giorni degli altri. Qui sotto trovi i tempi reali, il modo giusto di controllare l'accredito e cosa fare quando il denaro tarda.
Quando arriva il pagamento della NASpI: la regola in una frase

La risposta breve è questa: la NASpI si paga una volta al mese, ma non c'è una data scritta sul calendario che vale per tutti. A differenza delle pensioni, che arrivano il primo giorno utile del mese, la disoccupazione NASpI segue la tua posizione personale: l'INPS emette il pagamento quando la tua pratica è pronta, e da persona a persona il giorno cambia. Per questo il vicino di casa può riceverlo il 10 e tu il 18, senza che nessuno dei due abbia fatto qualcosa di sbagliato.
Da cosa dipende la data concreta? Da tre cose: il giorno in cui hai chiesto l'indennità, la velocità con cui l'INPS ha chiuso i controlli sulla tua domanda e l'eventuale presenza di cose da sistemare, come un IBAN da verificare o una comunicazione mancante. Quando la posizione è pulita, i mesi successivi al primo si allineano e l'accredito arriva con una certa regolarità, di solito nella prima parte del mese.
- la decorrenza dell'indennità, cioè il giorno da cui cominci a maturare la NASpI: cambia il numero di giorni coperti dal primo pagamento;
- i tempi dell'istruttoria: l'INPS deve verificare contributi, causale di cessazione e dati del datore di lavoro prima di pagare;
- le variazioni aperte durante la fruizione: un nuovo contratto, un reddito da comunicare, una sospensione o un ricalcolo spostano l'accredito;
- il mese in cui ti sei iscritto: se la decorrenza cade a fine mese, il primo bonifico copre pochi giorni e arriva più tardi rispetto a chi è partito a inizio mese.
La domanda che ci fanno allo sportello
«Ma esiste il giorno fisso del pagamento NASpI?» No, e diffida di chi elenca date ufficiali valide per tutti: sono stime di altri beneficiari, non scadenze dell'Istituto. L'unica data vera è quella della disposizione di pagamento che vedi nella tua area MyINPS.
Il primo pagamento: da quando parte e in quanti giorni arriva

Da quando decorre l'indennità
Prima del bonifico viene la decorrenza, cioè il punto da cui partono i conti. Se invii la domanda entro l'ottavo giorno successivo alla fine del lavoro, la NASpI decorre dall'ottavo giorno dopo la cessazione. Se ti muovi più tardi, ma sempre dentro il termine di legge, decorre dal giorno dopo l'invio della domanda. Nel caso del licenziamento per giusta causa il punto di partenza slitta invece al trentottesimo giorno dopo il licenziamento, sempre che la richiesta arrivi entro quel momento.
Il termine per inviare la domanda è di 68 giorni dalla cessazione, e vale a pena di decadenza: andare oltre significa perdere l'indennità per quel rapporto di lavoro. In alcuni casi il termine resta sospeso, per esempio durante la maternità o la malattia insorte entro i 68 giorni, ma sono eccezioni precise e vanno verificate caso per caso.
In quanti giorni arriva il primo accredito
Dopo l'invio parte l'istruttoria: l'INPS controlla i requisiti contributivi, la cessazione e il calcolo dell'importo. Questa fase richiede mediamente fino a un mese, anche se quando la pratica è semplice i tempi si accorciano parecchio. In pratica il primo pagamento arriva di solito tra i 30 e i 45 giorni dalla domanda, e quando i controlli sono velenti può arrivare già dopo due o tre settimane.
Il primo bonifico poi ha due caratteristiche che spesso spaventano. La prima: può essere spezzato in due tranche, una appena liquidata la posizione e una subito dopo. La seconda: può sembrare più alto del previsto, perché include gli arretrati dalla decorrenza fino alla prima erogazione, oppure più basso, se copre solo una manciata di giorni. Nessuna delle due situazioni è un errore.
- controlla che l'IBAN indicato nella domanda sia corretto e che il conto sia intestato o cointestato a te: l'INPS non accredita su conti di altre persone;
- apri «NASpI: Consultazione domande» su MyINPS: quando la pratica risulta accolta trovi l'importo mensile, la durata e il prospetto di calcolo;
- attiva le notifiche nell'area riservata e nell'app INPS Mobile: l'Istituto avvisa con SMS e messaggi quando dispone il primo pagamento;
- se la posizione è accolta ma passano più di quindici giorni senza alcun movimento, è il momento di sentire il patronato.
Primo pagamento in due tranche: è normale
Se il primo accredito arriva diviso in due parti, non è un doppio pagamento né un errore: l'INPS liquida ciò che è maturato e poi allinea la mensilità ordinaria. Prendi nota delle due date: nel servizio «Stato di un pagamento» compariranno come due righe separate.
Come vedere il pagamento: i controlli giusti su MyINPS

Quasi tutti, in attesa della NASpI, aggiornano il conto corrente ogni ora. È il controllo meno utile: il bonifico arriva alla fine di un percorso amministrativo, e per capire quando arriva il pagamento conviene guardare dove quel percorso si vede, cioè nell'area personale INPS. Tre servizi diversi raccontano tre pezzi della storia, e vanno letti insieme.
Stato di un pagamento: cosa mostra davvero
Il servizio «Stato di un pagamento» elenca i pagamenti che l'INPS ha già disposto a tuo favore. Per ogni riga trovi la prestazione, il numero della domanda, i giorni liquidati, il periodo coperto, l'importo lordo, le trattenute e il netto in accredito. C'è però un limite da conoscere: si vedono solo i pagamenti disposti nei due mesi precedenti alla consultazione. Per lo storico più lungo serve il Fascicolo previdenziale del cittadino.
Domanda, cassetta postale e notifiche: gli altri due controlli
Se nello stato dei pagamenti non compare nulla, la prima cosa da aprire è «NASpI: Consultazione domande». Lì vedi se la pratica è accolta, respinta o ancora in lavorazione, e in caso di accoglimento l'importo mensile riconosciuto. Poi apri la cassetta postale online: le richieste di documenti e i provvedimenti dell'Istituto arrivano lì, e spiegano da sole un pagamento che tarda.
- accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS dal sito INPS o dall'app INPS Mobile;
- cerca «Stato di un pagamento» e controlla se esiste una disposizione per la NASpI, con data e periodo liquidato;
- se la riga non c'è, apri «NASpI: Consultazione domande» per vedere lo stato della pratica;
- leggi la cassetta postale online: documenti mancanti e comunicazioni bloccano più spesso di quanto si creda;
- per il riassunto anno per anno usa il Fascicolo previdenziale, dove trovi tutte le prestazioni erogate.
L'errore più comune
Non vedere la riga del pagamento non significa che la domanda sia stata respinta: può essere semplicemente ancora in lavorazione. Prima di allarmarti, incrocia sempre i tre controlli: stato della domanda, stato dei pagamenti e cassetta postale.
Data di elaborazione e data di disposizione: due cose diverse

Molte persone ci scrivono confuse da due date che compaiono nelle pagine MyINPS: la data di elaborazione e la data di disposizione. Sono momenti diversi dello stesso percorso. L'elaborazione è il momento in cui il sistema lavora la tua posizione e calcola quanto ti spetta; la disposizione è il momento in cui l'INPS dà l'ordine vero e proprio di pagamento alla banca o alle Poste.
Tra l'una e l'altra possono passare giorni, e tra la disposizione e la comparsa dei soldi sul conto passano di norma due o tre giorni lavorativi. Ecco perché a volte il servizio segnala già il pagamento mentre il bonifico non è ancora visibile: non è sparito, è in viaggio. Se la disposizione risulta emessa, il tempo tecnico residuo è quello della tua banca, e weekend e festivi si aggiungono al conteggio.
- data di elaborazione: la posizione viene calcolata; non è ancora un pagamento;
- data di disposizione: l'INPS trasmette l'ordine di pagamento; da qui il denaro è in arrivo;
- data di accredito: il giorno in cui la somma compare davvero sul conto, in genio 2 o 3 giorni lavorativi dopo la disposizione;
- periodo liquidato: i giorni coperti dal pagamento; se è corto, l'importo più basso è normale.
Trucco per non farsi prendere dall'ansia
Segna sul calendario la data di disposizione, non quella che senti in giro o leggi nei gruppi. Da quella data conta due o tre giorni lavorativi: se dopo una settimana il conto è ancora fermo, allora sì, è il caso di indagare.
Quanto arriva ogni mese: l'importo 2026
Quando il pagamento parte, la domanda successiva è: quanto arriva? La NASpI 2026 si calcola sulla retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni: il 75% fino alla soglia di 1.456,72 euro, più il 25% della parte eccedente. Il tetto massimo lordo per il 2026 è di 1.584,70 euro al mese, come indicato dalla circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026.
Due numeri aiutano a orientarsi. Chi percepiva 1.200 euro al mese prende circa 900 euro lordi; chi stava sulla soglia dei 1.456,72 euro prende circa 1.092,54 euro lordi. Oltre la soglia l'importo cresce più lentamente, perché sul surplus si applica solo il 25%, e non si può comunque superare il massimale.
- durata: un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni, con un massimo di 24 mesi;
- riduzione: dal primo giorno del sesto mese l'importo scende del 3% ogni mese; per chi aveva compiuto 55 anni alla data della domanda la riduzione parte dall'ottavo mese;
- tassazione: la NASpI è reddito imponibile, quindi l'INPS trattiene l'IRPEF e il lordo non coincide mai con ciò che vedi sul conto;
- arretrati: il primo pagamento può contenere più giorni insieme e sembrare fuori scala rispetto ai mesi successivi.
Lordo o netto: cosa guardare
Nel dettaglio del pagamento trovi la voce «netto in pagamento»: è quella che finisce sul conto. Sul massimale 2026 di 1.584,70 euro lordi, il netto si aggira sui 1.220 euro. Se il tuo bonifico è diverso da quello che ti aspettavi, confronta sempre il netto con la riga «importo lordo» e le trattenute.
Pagamento in ritardo: le cause e nell'ordine cosa fare
Quando il pagamento non arriva la prima reazione è pensare a un errore dell'INPS. Nella maggior parte dei casi la causa è più banale e più risolvibile: qualcosa nella posizione è ancora aperto. Prima di aprire una segnalazione conviene fare un giro di controlli nell'ordine giusto, perché ogni passo risparmia settimane di attesa.
- istruttoria ancora in corso: la domanda non è stata chiusa e nessun pagamento può essere disposto;
- IBAN errato o conto non intestato: l'accredito viene bloccato e va corretto nei dati della domanda;
- comunicazioni mancanti: un nuovo lavoro o un'attività autonoma non segnalati con il modello NASpI-COM sospendono o fanno decadere l'indennità;
- variazioni in corso: ricalcoli, sospensioni o documenti richiesti dalla cassetta postale online spostano la data;
La sequenza che funziona
Parti da MyINPS: stato della domanda, poi stato dei pagamenti, poi cassetta postale. Se la domanda è accolta e la disposizione è emessa, attendi i due o tre giorni lavorativi e ricontrolla il conto. Se la disposizione manca del tutto, correggi eventuali dati pendenti e attendi ancora pochi giorni. Solo a questo punto ha senso sentire l'Istituto: Contact Center INPS allo 803 164 da rete fissa o 06 164 164 da cellulare, oppure il tuo patronato.
Quando ci chiami, porta tre elementi: il numero della pratica, il periodo che stai aspettando e le comunicazioni ricevute. Con queste informazioni la verifica è rapida; senza, si ricomincia da capo ogni volta.
Quando serve davvero il patronato
Se la pratica è ferma da più di un mese, se l'INPS ha chiesto documenti che non sai interpretare o se il tuo caso include più cessazioni ravvicinate, il fai-da-te basta fino a un certo punto. Al CAF di Cinisello Balsamo leggiamo con te la posizione e prepariamo la risposta all'Istituto.
Domande frequenti sul pagamento della NASpI
Queste sono le domande sul pagamento che arrivano più spesso al nostro bancone di Via Terenghi, con risposte brevi. Se il tuo caso non rientra in queste situazioni, porta pure la tua: ogni posizione INPS ha le sue pieghe.
- «Il pagamento arriva lo stesso giorno ogni mese?» No: la data dipende dalla lavorazione della tua posizione, non da un calendario nazionale.
- «Il primo importo è più basso del previsto: è un problema?» Di norma no: dipende dai giorni coperti e da eventuali arretrati liquidati a parte.
- «Posso cambiare l'IBAN mentre prendo la NASpI?» Sì, e va fatto subito nell'area MyINPS: l'INPS accredita solo su conti intestati o cointestati a te.
- «Il bonifico arriva nei weekend?» No: gli ordini partono nei giorni lavorativi, quindi tra disposizione e accredito contano banche, Poste e festivi.
Domande che ci fanno più spesso
Il pagamento della NASpI arriva lo stesso giorno ogni mese?
No. La NASpI non ha una data nazionale uguale per tutti: l'INPS dispone l'accredito sulla singola posizione, in base alla decorrenza e alla lavorazione della pratica. Una volta avviata la prestazione i mesi tendono ad allinearsi, ma il giorno può comunque spostarsi. La data certa è quella della disposizione che vedi su MyINPS.
Il primo pagamento della NASpI è più basso del previsto: è normale?
Sì, nella maggior parte dei casi. Il primo accredito copre solo i giorni che vanno dalla decorrenza alla prima erogazione e può essere liquidato in due tranche. Al contrario, se include gli arretrati può sembrare più alto del solito. Il dettaglio dei giorni liquidati si legge nel servizio «Stato di un pagamento».
Come faccio a vedere se l'INPS ha già disposto il pagamento?
Entra in MyINPS con SPID, CIE o CNS e apri «Stato di un pagamento»: i pagamenti disposti negli ultimi due mesi compaiono con data, giorni liquidati, lordo, trattenute e netto. Se non trovi nulla, controlla «NASpI: Consultazione domande» per lo stato della pratica e la cassetta postale online per eventuali richieste dell'Istituto.
Cosa significa la data di elaborazione nei pagamenti NASpI?
È il momento in cui l'INPS lavora la posizione e calcola l'importo: non è ancora un pagamento. Il passaggio successivo è la data di disposizione, quando l'Istituto dà l'ordine di pagamento; da lì, di norma, i soldi arrivano sul conto in due o tre giorni lavorativi.
Cosa devo fare se il pagamento della NASpI non arriva?
Segui questa sequenza: verifica lo stato della domanda, poi lo stato dei pagamenti, poi la cassetta postale online; controlla che l'IBAN sia corretto e intestato a te e di aver inviato le comunicazioni dovute. Se la posizione è regolare e il ritardo supera qualche giorno lavorativo, rivolgiti al patronato o chiama il Contact Center INPS indicando numero della pratica e periodo atteso.
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