Detrazioni fiscali
Detrazione spese mediche 730: come recuperare il 19% delle cure
10 minuti di letturaCAF Cinisello Balsamo

Ogni anno paghi visite, medicine, analisi e occhiali: una parte di quella spesa ti torna indietro con il 730. La regola è semplice — si recupera il 19% di quello che hai speso oltre la franchigia di 129,11 euro — ma solo se conservi i documenti giusti. In questa guida vediamo con parole semplici quali spese entrano, quali scontrini servono e come evitare gli errori che fanno perdere il rimborso.
Che cos'è la detrazione spese mediche

Ogni mattina Renata apre la cassettina delle medicine e butta via gli scontrini vecchi. Li conservava tutti in una busta, ma non sapeva bene a cosa servissero. Poi un giovedì è venuta nel nostro patronato a Cinisello Balsamo, in Via Oreste Terenghi, e ha scoperto che quegli scontrini valevano più di quanto immaginasse: le spese mediche pagate nell'anno si portano in detrazione con il modello 730, e una parte dei soldi spesi torna indietro.
La detrazione spese mediche è un rimborso fiscale previsto per chi paga visite, medicine, analisi, cure dentistiche, occhiali e terapie. Non è un bonus riservato a pochi: spetta a chiunque sostenga queste spese, anche per un figlio o un genitore a carico. Si chiama detrazione perché non ti dà un assegno a parte, ma toglie una quota dalle tasse che devi pagare: se l'anno scorso hai speso molto in cure, il 730 può uscire a credito.
In sintesi
Si recupera il 19% delle spese mediche dell'anno, ma solo sulla parte che supera i 129,11 euro complessivi (la cosiddetta franchigia). Tutto si dichiara nel 730, nei righi dedicati del quadro E. Senza scontrini o fatture non c'è detrazione: la prima regola è conservare i documenti.
Quanto si recupera: la franchigia e il calcolo

La franchigia di 129,11 euro
La franchigia è una soglia che si toglie una sola volta all'anno, sul totale delle spese mediche. Non è 129,11 euro per ogni scontrino: è 129,11 euro sull'insieme di tutte le spese dell'anno. Se nel 2025 hai speso 100 euro in tutto fra farmaci e visite, quella cifra resta sotto la soglia e non genera nessun rimborso. Se ne hai spesi 500, il calcolo parte da 500 meno 129,11.
Un esempio con i numeri
Mettiamo che nel 2025 tu abbia pagato 1.500 euro fra visite specialistiche, medicine e una risonanza. Si sottrae la franchigia: 1.500 − 129,11 = 1.370,89 euro. Su questa cifra si calcola il 19%: la detrazione è circa 260,47 euro. Non è un rimborso a parte: quei 260,47 euro tolgono le tasse che devi, e se le tasse già pagate sono di più la differenza ti torna in busta paga o in pensione.
- Franchigia annua: 129,11 euro, una sola volta sul totale delle spese mediche ordinarie.
- Tetto per le patologie esenti dal ticket: 6.197,48 euro l'anno, la parte oltre non si porta in detrazione in questo modo.
- Soglia di 15.493,71 euro: se il totale delle spese sanitarie la supera, puoi scegliere di recuperare la detrazione in quattro quote annuali uguali. La scelta si fa nella dichiarazione dell'anno in cui hai speso e non si può cambiare dopo.
- Attenzione: la soglia dei 15.493,71 euro si calcola al lordo della franchigia, cioè sul totale speso, non su quello che resta dopo aver tolto i 129,11 euro.
In una riga
Totale spese mediche dell'anno meno 129,11 euro, moltiplicato per 19%: è la cifra che va a togliere le tasse. Il conto esatto lo facciamo noi in ufficio, documento per documento.
Quali spese mediche entrano nel 730

Non tutte le spese sanitarie sono uguali agli occhi del Fisco. Quelle che danno diritto alla detrazione del 19% sono le spese mediche generiche e di assistenza specifica, oltre alle prestazioni specialistiche. Ecco cosa rientra, in pratica:
- Visite del medico di base e visite specialistiche, anche private.
- Medicinali da banco e con ricetta medica, purché certificati da scontrino parlante o fattura.
- Analisi, radiografie, TAC, risonanze, ecografie e indagini diagnostiche.
- Prestazioni chirurgiche, ricoveri per degenza e trapianti.
- Cure dentistiche, protesi dentarie e sanitarie, occhiali da vista e lenti a contatto.
- Fisioterapia, riabilitazione, infermieristica e terapie prescritte dal medico.
- Cure termali, escluse però le spese di viaggio e di soggiorno.
- Acquisto o affitto di dispositivi medici e attrezzature sanitarie.
Cosa non entra
Non si detrarre nulla per il viaggio e l'alloggio collegati a una cura, nemmeno se la cura si fa all'estero. Fuori ci restano anche gli alimenti a fini medici speciali (non più detraibili dal 2019) e la parte di spesa che qualcun altro ti ha già rimborsata: se l'assicurazione ti ha restituito 200 euro su una fattura da 600, in detrazione va la quota che hai effettivamente pagato tu.
Il dubbio più comune
«Questa spesa conta o no?» è la domanda che ci fanno più spesso allo sportello. Porta lo scontrino o la fattura: in due minuti ti diciamo se entra nel 730 e quanto vale per te.
Scontrini e fatture: cosa devi conservare

La detrazione nasce dai documenti. Per le medicine serve lo scontrino parlante, cioè lo scontrino in cui risultano la natura, la qualità e la quantità dei prodotti acquistati e il tuo codice fiscale: senza questi dati lo scontrino della farmacia non vale per il Fisco. Per visite, analisi e cure bastano invece la fattura o la ricevuta fiscale con il codice fiscale di chi ha pagato.
- Scontrini parlanti della farmacia, con codice fiscale e dettaglio dei medicinali.
- Fatture e ricevute fiscali di visite, esami, interventi e terapie.
- Ricevute dell'ottico per occhiali e lenti, con la prescrizione del medico.
- Documentazione delle spese per disabilità, con i certificati previsti.
- Quietanze di pagamento: dal 2020 alcune spese richiedono pagamenti tracciabili (bonifico, carta, assegno), con eccezioni per medicinali, dispositivi medici e prestazioni delle strutture pubbliche o accreditate.
Dove si trovano già tutti
Buona notizia: nella dichiarazione precompilata molte spese mediche arrivano già inserite, grazie ai dati inviati dalle farmacie e dalle strutture sanitarie con la tessera sanitaria. Però «già inserito» non vuol dire «completo»: mancano spesso le spese fatte all'estero, quelle di chi è esente e le detrazioni di chi ha pagato per un familiare. Il nostro lavoro è confrontare la precompilata con la tua busta di scontrini e aggiungere quello che manca.
Le spese fatte all'estero
Le cure pagate fuori dall'Italia si possono detrarre lo stesso, ma la documentazione deve essere redatta o tradotta in italiano. E vale sempre la regola di prima: niente rimborso per viaggio e soggiorno, solo per la prestazione sanitaria.
Chi può detrarre le spese mediche
La regola di base è una sola: la detrazione spetta a chi ha pagato. Se hai pagato tu la visita di tua madre, la detrazione la trovi tu nel tuo 730. Le spese dei familiari a carico — coniuge, figli, genitori — si sommano alle tue, purché siano effettivamente a carico per il reddito previsto dalla legge. Attenzione a un dettaglio: il nome sulla fattura e quello di chi paga devono coincidere, o la spesa va documentata con cura.
Le patologie esenti dal ticket
C'è un caso in cui la spesa si può detrarre anche per un familiare non a carico: le cure collegate a una patologia esente dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica. In questo caso la parte di spesa che non ha trovato capienza nell'Irpef della persona malata può portarla in detrazione il familiare che l'ha sostenuta, fino a un massimo di 6.197,48 euro l'anno. Servono però i documenti giusti: la certificazione della ASL, il certificato medico che collega la spesa alla patologia e le ricevute con l'annotazione di chi ha pagato.
Se la spesa è stata rimborsata
Hai un'assicurazione sanitaria o la spesa ti è stata rimborsata dal Servizio Sanitario? Allora in detrazione va solo la quota che non ti è stata restituita. Detrarre l'intero importo è uno degli errori che l'Agenzia delle Entrate riscontra più spesso nei controlli, e comporta la restituzione del beneficio con gli interessi.
Come si compila nel 730 e quando arriva il risparmio
Nel modello 730 le spese mediche ordinarie si indicano nei righi E1 ed E2 del quadro E, mentre le spese per persone con disabilità hanno un rigo dedicato. Se presenti il 730 tramite noi, ci pensiamo noi alla compilazione: tu porti i documenti, controlliamo insieme il risultato e poi trasmettiamo. Se invece usi il precompilato online, ricordati di verificare la sezione delle spese sanitarie prima di inviare.
Il risparmio non arriva con un bonifico a parte. Se hai un sostituto d'imposta — il datore di lavoro o l'ente pensionistico — la detrazione si ripartisce nelle buste paga o nelle rate di pensione dei mesi successivi all'invio. Se presenti presto la dichiarazione, il recupero parte già in estate: aspettare settembre significa aspettare anche il rimborso.
Quando conviene rateizzare
Per chi ha spese sanitarie molto alte — parliamo di oltre 15.493,71 euro in un anno — la legge permette di dividere la detrazione in quattro quote uguali, una per anno. Può essere utile quando l'Irpef dell'anno non basta a sfruttare tutto il beneficio. Ma attenzione: la scelta si fa nella dichiarazione dell'anno in cui hai sostenuto la spesa e non è più modificabile dopo. È uno di quei casi in cui mezz'ora di consulenza prima di inviare può valere centinaia di euro.
Il passo pratico
Raccogli scontrini e fatture dell'anno, portali in Via Oreste Terenghi 21/23 e fissiamo insieme l'appuntamento: in mezz'ora vediamo quanto recuperi e come. Lun–Ven 9:30–12:30 / 15:00–19:00.
Cinque errori che fanno perdere la detrazione
- Buttare gli scontrini della farmacia: senza scontrino parlante la spesa medicinale non si può dichiarare.
- Non mettere il codice fiscale su fatture e ricevute: il documento risulta intestato a nessuno.
- Dimenticare le spese dei familiari a carico: sono detraibili anche se il documento è intestato a loro.
- Detrarre la quota già rimborsata dall'assicurazione: si recupera solo quello che hai pagato tu.
- Lasciare le spese estere fuori dalla dichiarazione perché «non sono italiane»: si detranno con la documentazione in italiano.
La regola d'oro
Una busta sola, tutto l'anno: ogni scontrino medico che ricevi finisce nella stessa busta. A maggio la busta è già la tua dichiarazione pronta, e nessuna spesa va perduta.
Renata, quella della busta degli scontrini, ha recuperato più di 200 euro su un anno di farmaci e visite. Non è una cifra da capogiro, ma erano soldi che aveva già speso e che rischiava di lasciare lì. Se anche tu hai una cassettina piena di scontrini, non aspettare il prossimo giugno: portala in ufficio e vediamo insieme cosa vale.
Domande che ci fanno più spesso
Quanto si recupera con la detrazione spese mediche?
Si recupera il 19% della spesa medica annua che supera la franchigia di 129,11 euro. Esempio: 1.000 euro di spese mediche in un anno danno una base di 870,89 euro e una detrazione di circa 165,47 euro. Il recupero avviene con il 730, in busta paga o in pensione.
Quali scontrini servono per detrarre le spese mediche?
Per i medicinali serve lo scontrino parlante, con natura, qualità e quantità dei prodotti e il codice fiscale di chi paga. Per visite, analisi e cure servono fattura o ricevuta fiscale con il codice fiscale. Senza questi dati il documento non è valido per la detrazione.
Posso detrarre le spese mediche di figli e genitori?
Sì, per i familiari a carico la spesa si somma alla tua e si indica nel tuo 730. Per le patologie esenti dal ticket si può detrarre anche la spesa di un familiare non a carico, fino a 6.197,48 euro l'anno, con i certificati della ASL e la documentazione dei pagamenti.
Le spese mediche fatte all'estero si possono detrarre?
Sì, purché la documentazione sia redatta o tradotta in italiano. Restano escluse le spese di viaggio e di soggiorno, anche se collegate a motivi di salute: si detrae solo la prestazione sanitaria.
Se l'assicurazione mi ha rimborsato la spesa, posso detrarla lo stesso?
Solo per la quota che non ti è stata rimborsata. Se una cura da 600 euro ti è stata rimborsata per 200, in detrazione vanno i 400 euro effettivamente pagati da te. Lo stesso vale per le spese rimborse dal Servizio Sanitario Nazionale.
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