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Come richiedere la NASpI 2026: domanda, requisiti e tempistiche

13 minuti di letturaCAF Cinisello Balsamo

Come richiedere la NASpI 2026: domanda, requisiti e tempistiche

Come richiedere la NASpI senza perdere tempo: la domanda va inviata all'INPS entro 68 giorni dalla fine del lavoro, è tutta telematica e nel 2026 l'indennità arriva fino a 1.584,70 euro al mese. Requisiti, date, importi e modi per inviarla sono spiegati qui sotto passo dopo passo. Se preferisci non sbagliarti da solo, il patronato del CAF di Cinisello Balsamo prepara e invia la domanda con te, in Via Oreste Terenghi 21/23.

Che cos'è la NASpI e a chi spetta

Che cos'è la NASpI e a chi spetta

Nadia ha lavorato nove anni come addetta alla logistica in un magazzino di Sesto San Giovanni. A settembre l'azienda le ha comunicato che il contratto non sarebbe stato rinnovato, e la prima domanda che ci ha fatto in ufficio è stata: adesso come pago l'affitto? La risposta si chiama NASpI, la Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego: è l'indennità di disoccupazione che l'INPS paga ogni mese a chi perde il lavoro senza averlo scelto, proprio per coprire il periodo in cui si cerca una nuova occupazione.

La NASpI non è un aiuto che arriva da solo: va richiesta, e chi la richiede deve farlo nei tempi giusti e con i documenti giusti. Spetta ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente l'impiego, compresi apprendisti, soci di cooperative con rapporto subordinato, personale artistico assunto con contratto dipendente e dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni. Non spetta invece a chi si dimette di propria volontà o chiude il rapporto d'accordo con l'azienda, salvo le poche eccezioni previste dalla legge che raccontiamo più avanti.

In sintesi

La NASpI è l'indennità mensile di disoccupazione dell'INPS per chi perde il lavoro involontariamente. Si chiede online entro 68 giorni, dura fino a 24 mesi e nel 2026 non può superare 1.584,70 euro lordi al mese. Non arriva in automatico: senza domanda non si prende un euro.

I requisiti: chi può richiedere la NASpI nel 2026

I requisiti: chi può richiedere la NASpI nel 2026

Prima di preparare la domanda conviene controllare di avere tutti i requisiti, perché l'INPS li verifica sulle posizioni contributive e sulle comunicazioni dei datori di lavoro. Sono pochi e ben definiti: se hai lavorato con regolare contratto dipendente negli ultimi anni, nella maggior parte dei casi ci rientri.

  • disoccupazione involontaria: devi aver perso il lavoro per licenziamento, fine di un contratto a termine o una delle altre cause previste dalla legge, e dichiarare la disponibilità al lavoro al Centro per l'Impiego con la DID;
  • almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni, contate prima dell'inizio del periodo di disoccupazione: valgono anche i contributi figurativi di maternità, i periodi di lavoro all'estero e le astensioni per malattia dei figli;
  • il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi è stato abolito dalla Legge di Bilancio 2022, quindi dal 2022 non serve più;
  • non devi aver maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, e non devi percepire il supporto per la formazione e il lavoro.

Attenzione a una novità importante: chi ha dato le dimissioni volontarie da un lavoro a tempo indeterminato e viene poi licenziato dal nuovo impiego può prendere la NASpI solo se nel nuovo lavoro ha maturato almeno 13 settimane di contribuzione. È la regola introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 per fermare chi cambia lavoro solo per farsi licenziare e incassare l'indennità.

Quando spetta anche senza licenziamento

Ci sono casi in cui la NASpI spetta anche se formalmente non c'è stato un licenziamento, perché la legge considera lo stesso la perdita del lavoro come non volontaria. Sono: le dimissioni per giusta causa, cioè quando il comportamento dell'azienda rende impossibile continuare; le dimissioni durante il periodo tutelato di maternità, dai 300 giorni prima del parto fino al primo anno del bambino; le dimissioni dopo il congedo di paternità entro l'anno di vita del figlio; la risoluzione consensuale fatta nella procedura di conciliazione presso la direzione territoriale del lavoro; il rifiuto del trasferimento in una sede a più di 50 chilometri dalla residenza o raggiungibile con i mezzi pubblici in almeno 80 minuti; il licenziamento disciplinare e il mancato rinnovo di un contratto a termine.

Il caso di Youssef

Youssef fa il commesso a Cinisello Balsamo da sei anni. A luglio l'azienda gli ha proposto un trasferimento in un punto vendita a oltre 60 chilometri da casa: lui ha rifiutato per iscritto e il rapporto si è chiuso con una risoluzione consensuale. Grazie a quella lettera conservata bene, la domanda di NASpI è passata senza problemi: un rifiuto di trasferimento lontano è una delle cause che la legge riconosce.

Entro quando fare domanda: i 68 giorni che contano

Entro quando fare domanda: i 68 giorni che contano

Questo è il punto in cui più persone perdono soldi. La domanda di NASpI va presentata a pena di decadenza entro 68 giorni, e il calendario parte quasi sempre dall'ultimo giorno di lavoro. Sessantotto giorni passano in fretta: tra la fine del contratto, le ferie non godute e il tempo per riordinare le carte, il rischio di superare la scadenza è concreto. Noi consigliamo sempre di inviare la domanda entro la prima settimana.

  • di norma i 68 giorni decorrono dalla data di cessazione del rapporto di lavoro;
  • se durante il rapporto c'è stato un periodo di maternità, malattia o infortunio indennizzati, il termine parte dalla fine di quel periodo;
  • se c'è stata una vertenza sindacale o una causa, i 68 giorni partono dalla definizione della vertenza o dalla notifica della sentenza;
  • in caso di licenziamento per giusta causa il termine parte dal trentottesimo giorno dopo il licenziamento;
  • il termine si sospende se entro i 68 giorni subentra una maternità indennizzabile, una malattia comune indennizzabile o un infortunio: riprende poi per i giorni rimasti.

Un dettaglio che sembra tecnico ma fa differenza: se nei primi otto giorni dopo la cessazione trovi subito un altro lavoro, non perdi nulla di ciò che maturi, ma quella NASpI non parte; quando il nuovo rapporto finisce a sua volta, dovrai presentare una nuova domanda. Meglio quindi ragionare con calma prima di inviare, ma senza far passare le settimane.

Da quando parte l'indennità

La decorrenza cambia in base alla velocità con cui invii la domanda. Se la presenti entro l'ottavo giorno dalla cessazione, l'indennità parte dall'ottavo giorno stesso; se la presenti dopo l'ottavo giorno ma sempre entro i 68, parte dal giorno successivo alla presentazione. Per il licenziamento per giusta causa vale lo stesso meccanismo ma con il trentottesimo giorno al posto dell'ottavo. In pratica: più ti muovi presto, più mesi di indennità ti entrano in conto.

Il caso di Marta

Marta, impiegata a Cinisello Balsamo, ha aspettato di finire le ferie e di compilare con calma il modulo: ha inviato la domanda il quarantaduesimo giorno. La NASpI le è stata concessa, ma è partita da quella data e non dal giorno dopo la fine del contratto: quasi due mesi di indennità persi per pochi giorni di ritardo.

Come si presenta la domanda di NASpI

Come si presenta la domanda di NASpI

La domanda si presenta solo in via telematica: sul modulo non si scrive più nulla a mano e non si manda nessuna raccomandata. La piattaforma INPS che gestisce tutto si chiama ID 3.0 ed è l'unico canale di invio, sia per i cittadini sia per i patronati. Prima di tutto però va dichiarata la disponibilità al lavoro: la DID, la Dichiarazione di Immediata Disponibilità, si fa al Centro per l'Impiego di competenza ed è la condizione che apre la porta allo stato di disoccupazione.

I tre modi per inviarla

  • da soli dal sito INPS o dall'app ufficiale, entrando con SPID, Carta d'Identità Elettronica o CNS: è il percorso più veloce per chi ha già le credenziali e sa muoversi tra i servizi online;
  • tramite un patronato, che per legge presta assistenza ai cittadini: qui al CAF di Cinisello Balsamo prepariamo e inviamo la domanda per te, controllando prima requisiti, settimane contributive e date;
  • chiamando il Contact Center INPS: 803 164 da rete fissa oppure 06 164 164 da cellulare, con i costi stabiliti dal tuo gestore.

Qualunque strada scegli, tieni pronto un piccolo kit: documento di identità, codice fiscale, i dati dell'ultimo datore di lavoro e del rapporto cessato, l'eventuale lettera di licenziamento o di mancato rinnovo e l'IBAN del conto su cui vuoi ricevere l'accredito, che deve essere intestato o cointestato a te. Se durante il rapporto è rimasto attivo un contratto part-time o stai già lavorando, il discorso si complica un po': l'INPS chiede di dichiarare il reddito annuo presunto con il modello NASpI-COM, e in quel caso farsi aiutare fa risparmiare tempo.

Cosa preparare prima

Documento d'identità e codice fiscale, dati del rapporto di lavoro cessato, lettera di licenziamento o di chiusura del contratto, IBAN del conto intestato a te, e la conferma della DID fatta al Centro per l'Impiego. Se hai un altro contratto ancora in essere o apri una partita IVA, prepara anche la stima del reddito che prevedi di guadagnare.

Quanto si prende e per quanto dura la NASpI

L'importo della NASpI si calcola sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni: si divide per il numero di settimane contributive e il risultato si moltiplica per 4,33, ottenendo la retribuzione media mensile. Se questa cifra è inferiore alla soglia di riferimento che l'INPS aggiorna ogni anno, l'indennità è pari al 75 per cento della retribuzione media. Se è superiore, si prende il 75 per cento della soglia più il 25 per cento di ciò che eccede, fino al massimale.

  • soglia di riferimento 2026: 1.456,72 euro mensili, fissata dalla circolare INPS numero 4 del 28 gennaio 2026;
  • importo massimo mensile 2026: 1.584,70 euro lordi, contro 1.562,82 euro del 2025;
  • durata della NASpI: un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni, con un massimo di 24 mesi;
  • riduzione del 3 per cento al mese, il cosiddetto décalage, a partire dal primo giorno del sesto mese di fruizione; per chi ha compiuto 55 anni la riduzione slitta all'ottavo mese;
  • i mesi di NASpI sono coperti da contribuzione figurativa, quindi non spariscono dal tuo estratto conto previdenziale.

Un esempio aiuta a capire. Se negli ultimi quattro anni hai guadagnato in media 1.800 euro lordi al mese, la NASpI non sarà di 1.350 euro: il calcolo prende il 75 per cento della soglia di 1.456,72 euro e ci somma il 25 per cento della differenza, e il risultato si ferma sotto il tetto dei 1.584,70 euro. Se invece la tua retribuzione media era di 1.200 euro, l'indennità è il 75 per cento di quella cifra, cioè 900 euro al mese. Il pagamento arriva ogni mese, di norma accreditato sul conto che hai indicato in domanda.

I numeri del 2026

Soglia di riferimento: 1.456,72 euro. Massimale mensile: 1.584,70 euro lordi. Percentuale base: 75 per cento. Durata: metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi. Riduzione mensile del 3 per cento dal sesto mese, dall'ottavo mese per chi ha più di 55 anni.

Lavorare o aprire partita IVA mentre si prende la NASpI

La NASpI non ti chiude in casa: puoi cercare lavoro, accettare un contratto breve, provare a metterti in proprio. Devi solo rispettare due regole, una sui numeri e una sulle comunicazioni. I numeri riguardano il reddito che vai a guadagnare: sotto determinate soglie l'indennità continua ma si riduce, sopra le soglie cambia regime. Le soglie variano a seconda del tipo di attività, per questo prima di firmare qualsiasi contratto conviene fare due conti con chi conosce la materia.

  • con un nuovo lavoro subordinato la NASpI è compatibile entro 8.000 euro di reddito annuo e si riduce dell'80 per cento del reddito percepito, rapportato ai mesi residui; se il contratto dura fino a 6 mesi l'indennità viene sospesa e poi riprende, se dura di più o è a tempo indeterminato senza comunicazioni si decade;
  • con una collaborazione coordinata e continuativa la soglia di compatibilità è 4.800 euro annui;
  • con un'attività autonoma o una partita IVA la soglia da non superare per restare nel regime di riduzione è di 5.500 euro annui;
  • con il lavoro occasionale, libretto o voucher, si può cumulare tutto fino a 5.000 euro l'anno senza perdere nulla;
  • se avvii un'attività autonoma puoi anche chiedere la NASpI anticipata, che dal 2026 viene liquidata in due rate: il 70 per cento subito e il 30 per cento alla fine della durata della NASpI e comunque entro 6 mesi, previa verifica che tu non abbia trovato un nuovo lavoro.

La regola delle comunicazioni è quella che fa più danni: ogni volta che inizi un'attività, anche se guadagni zero, devi comunicarlo all'INPS con il modello NASpI-COM entro un mese, dichiarando il reddito annuo presunto. La comunicazione va rinnovata ogni anno per le attività autonome e parasubordinate. Se non la fai, l'indennità decade e l'INPS chiede indietro quanto già pagato: è il motivo per cui tante pratiche che sembrano a posto finiscono con un recupero di somme.

Comunicare è obbligatorio

Nuovo contratto, partita IVA aperta, collaborazione occasionale: tutto va comunicato all'INPS con il modello NASpI-COM entro un mese, anche quando il reddito previsto è zero. La scadenza per il rinnovo della dichiarazione è il 31 gennaio di ogni anno. Chi salta la comunicazione decade dalla NASpI e deve restituire le mensilità già incassate.

Domande frequenti sulla NASpI

Queste sono le domande che ci fanno più spesso al bancone, con le risposte brevi. Se il tuo caso non rientra in nessuna di queste situazioni, chiama o passa in ufficio: ogni rapporto di lavoro ha le sue sfumature e la risposta esatta dipende dai documenti.

Domande che ci fanno più spesso

Come richiedere la NASpI passo dopo passo?

Prima si dichiara la disponibilità al lavoro con la DID al Centro per l'Impiego, poi si invia la domanda telematica all'INPS entro 68 giorni dalla cessazione, da soli con SPID o CIE dal sito INPS, tramite patronato o chiamando il Contact Center. In allegato servono i dati del rapporto cessato e l'IBAN del conto intestato a chi richiede.

Quali sono i requisiti della NASpI nel 2026?

Servono la disoccupazione involontaria, almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni e la DID al Centro per l'Impiego. Il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo è stato abolito dalla Legge di Bilancio 2022. Non vi accedono chi ha già i requisiti per la pensione e chi percepisce il supporto per la formazione e il lavoro.

Entro quando va presentata la domanda di NASpI?

Entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, a pena di decadenza. In alcuni casi il termine parte da una data diversa, per esempio dalla fine di un periodo di maternità, malattia o infortunio indennizzati, e si sospende se uno di questi eventi subentra entro i 68 giorni.

Quanto si prende di NASpI e per quanto dura?

L'indennità è il 75 per cento della retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni, con la formula che aggiunge il 25 per cento della parte eccedente la soglia di riferimento di 1.456,72 euro. Il massimo 2026 è 1.584,70 euro lordi al mese e la durata è pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, fino a 24 mesi, con riduzione del 3 per cento al mese dal sesto mese.

Posso lavorare mentre prendo la NASpI?

Sì, rispettando soglie di reddito e comunicazioni: con un lavoro subordinato entro 8.000 euro annui l'indennità si riduce dell'80 per cento del reddito, con una collaborazione la soglia è 4.800 euro, con la partita IVA 5.500 euro, con il lavoro occasionale si cumula fino a 5.000 euro. Ogni attività va comunicata all'INPS con il modello NASpI-COM entro un mese, pena la decadenza.

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